di LUIGI VICINANZA L'aria che tira. Roma, San Giovanni: la piazza storica della sinistra ieri sera: una folla impressionante per Beppe Grillo. L'arruffapopolo divenuto temibile per demerito dei concorrenti. Non c'è bisogno dei sondaggi - che l'ipocrisia nazionale ritiene vietatissimi e s
«Siamo gli unici a non aver preso in giro gli elettori». Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile, ha chiuso ieri sera la sua campagna elettorale a Napoli, al Palapartenope, forte del sostegno di cui gode nella regione il sindaco de Magistris. Duarnete la giornata era tor
di Fabrizio Merli w PAVIA Avvocato Ambrosoli, la criminalità organizzata sta infiltrando economia e politica in Lombardia. Cosa intende fare se eletto? «Rispondo con due esempi concreti in cui mi sono imbattuto nella mia professione. Il primo: un signore siciliano mi disse che per trovar
Luca Monticelli / romaProroga selettiva del blocco dei licenziamenti per il comparto del tessile e della moda e 13 settimane di cassa integrazione straordinaria a favore delle aziende in crisi. Slitta a ottobre la partenza di Ita, addio al cashback, la riscossione resta in stand by. In un'ora di cab
ROMA Beppe Grillo scende personalmente in campo per mettere a tacere la girandola di voci sulla linea del M5S. E lo fa richiamando la peculiarità della rivoluzione a 5 Stelle, una «rivoluzione francese senza ghigliottina» e la missione che la nuova forza guidata dai cittadini si propone
Fiorella Mannoia, simpatizzante del Movimento 5 Stelle, invita Beppe Grillo a dialogare con il Pd, «almeno per un anno e poi tornare semmai ad elezioni». Su Facebook la cantante avverte: «È il momento di agire. Il M5S è andato al governo. “Ci vediamo in Parlamento”, diceva Grillo. Bene,
Fiorella Mannoia, simpatizzante del Movimento 5 Stelle, invita Beppe Grillo a dialogare con il Pd, «almeno per un anno e poi tornare semmai ad elezioni». Su Facebook la cantante avverte: «È il momento di agire. Il M5S è andato al governo. “Ci vediamo in Parlamento”, diceva Grillo. Bene,
di ANDREA SARUBBI Quando il gruppo parlamentare del Partito democratico approvò il nuovo statuto interno, nel febbraio del 2010, alcuni osservatori esterni parlarono di norme anti-Binetti, intese a limitare la libertà di coscienza dei singoli deputati o senatori di fronte a voti particol
di ANDREA SARUBBI Quando il gruppo parlamentare del Partito democratico approvò il nuovo statuto interno, nel febbraio del 2010, alcuni osservatori esterni parlarono di norme anti-Binetti, intese a limitare la libertà di coscienza dei singoli deputati o senatori di fronte a voti particol
di ANDREA SARUBBI Quando il gruppo parlamentare del Partito democratico approvò il nuovo statuto interno, nel febbraio del 2010, alcuni osservatori esterni parlarono di norme anti-Binetti, intese a limitare la libertà di coscienza dei singoli deputati o senatori di fronte a voti particol