il casoroma«Carlo ha un contratto con noi. È un allenatore di prestigio e con lui abbiamo vinto tutto. È stata una notte difficile e siamo tristi, ma dobbiamo riconoscere la superiorità dell'avversario». Le parole di Emilio Butragueno, dopo il 4-0 con il Manchester City e l'addio alla Champions, ria
Sala del Castello gremita per accogliere Arrigo Sacchi, ex ct della Nazionale e che sulla panchina del Milan ha conquistato tutti i titoli. Ieri sera ha dialogato con il rettore dell'UniversitĂ di Pavia, Francesco Svelto, gli scrittori Giuseppe Pastore, Gino Cervi, e il giornalista della Provincia
Sala del castello Visconteo (con capienza limitata) gremita per il Festival del Merito. Il tecnico ha rievocato i momenti della sua carriera spiegando il valore di impegno e merito
c.e.g.
«L'ho saputo dalla tv. E sono scoppiato a piangere. Non lo facevo da quando è morta mia mamma oltre vent'anni fa. Ho sentito il presidente a Pasqua per gli auguri: eravamo abituati a vederlo e saperlo vincente anche nella lotta per la vita. Per questo pensavano che anche stavolta ce l'avrebbe fatta»
Niente sesso prima della partita, niente alcool e niente fumo (è un mormone praticante). Un buon piede, bravo con la rabona. Poteva diventare un fenomeno. L’ha rovinato Michel Platini che l’ha definito “l’erede di Maradona”. E poi “il Picasso del calcio”. Davvero troppo...
Mai buttare i calzini, gli stracci e i giornali. Servono per riempire i palloni. Che allora, in Africa, non c'erano quelli gonfiabili. E non c'erano neanche le scarpe. Si giocava a piedi nudi. Nel Mozambico degli anni '40 andava così, se non peggio. Eusebio da Silva Ferreira (620 gol in 632 partite,
Èla notte del 20 agosto 1968. I carri armati sovietici invadono la Cecoslovacchia. Un giovane studente, appena arrivato da Praga, è in quei giorni in vacanza a Palermo, a casa dello zio, ex giocatore della Juventus e ora allenatore dei rosanero siciliani. Comincia così l'avventura italiana di Zdenek
Pieris, fino alla prima guerra mondiale, era sotto l'impero austro-ungarico e così suo nonno, Eduard Kapellò, ai primi del '900, si era trasferito proprio in Ungheria per cercare fortuna. Non l'aveva trovata e nel 1915, proprio durante la Grande Guerra, era rientrato al paese. E proprio nel 1915 nas
pavia«Il mio Milan pensava a vincere con il merito. Noi italiani usiamo molto poco questa parola. Pensiamo che le conoscenze valgano più della conoscenza, che la furbizia valga più del merito, pensiamo che un potente abbia diritto al privilegio».Non si poteva trovare personaggio migliore, per coniug
Pieris, fino alla prima guerra mondiale, era sotto l’impero austro-ungarico e così suo nonno, Eduard Kapellò, ai primi del ‘900, si era trasferito proprio in Ungheria per cercare fortuna. Non l’aveva trovata e nel 1915, proprio durante la Grande Guerra, era rientrato al paese. E...