«Era un ricercatore della verità». Un giardino intitolato ad Andy Rocchelli
La cerimonia al Collegio Ghislieri in ricordo del fotoreporter ucciso nel 2014
Oliviero MaggiLa cerimonia al Collegio Ghislieri in ricordo del fotoreporter ucciso nel 2014
Oliviero MaggiIn 200 hanno aderito all’appello del Ghislieri sul fotoreporter ucciso in Ucraina. Il rettore: «Un crimine senza risposte, sosteniamo la famiglia»
Maria FioreIndagato un generale, per la procura non ci sono elementi per il processo ma ora deciderà un giudice
Maria FioreLa conclusione sul caso del fotoreporter ucciso in Ucraina. Nel 2021 fu assolto in appello il soldato Vitaly Markiv
Maria FiorePavia Il 24 maggio del 2014 il fotoreporter Andrea (Andy per gli amici) Rocchelli veniva ucciso dai militari ucraini mentre documentava le condizioni dei civili nel Donbass, durante il conflitto scoppiato all’epoca nella regione tra forze ucraine e separatisti filorus...
Incontro per ricordare il fotografo morto nel 2014 in Ucraina La madre: «Oggi un cono d’ombra sulla ricerca della verità»
Silvio PuccioPavia, giovedì e venerdì gli appuntamenti concludono la rassegna promossa da Tino Leanti per gli studenti delle scuole
Il reporter di Pavia ammazzato a 30 anni mentre documentava le condizioni dei civili nel Donbass, all’epoca presidiata dalle milizie di Kiev
Silvio Puccio«Quel crimine è rimasto impunito, chiediamo di indagare per ristabilire la verità». Per il delitto processato e assolto l’ucraino Markiv. «Ma esercito responsabile»
Maria FioreFoto I colpi di mortaio della guardia nazionale ucraina l’hanno ucciso il 24 maggio 2014 insieme al collega Andrej Mironov. Genitori, amici e conoscenti di Andy Rocchelli si sono trovati al Copernico, lì dove aveva fatto il liceo: lui, il reporter di Pavia ammazzato a 30 anni mentre documentava le condizioni dei civili nel Donbass, all’epoca presidiata dalle milizie di Kiev. "Abbiamo la verità chiarita dalla magistratura, ma sulla sua morte ma non ancora giustizia", è il commento amaro di Rino Rocchelli, il cui figlio gli è stato strappato dalle granate del mortaio. Tre gradi di giudizio hanno accertato la dinamica di quel giorno di sangue ma l'unico imputato, il soldato Vitaly Markiv, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Un omicidio accertato e documentato, ma rimasto finora senza colpevoli. Intanto il conflitto che nove anni fa ha dilianiato l'ucraina si è trasformato in un'invasione: quella delle truppe russe che hanno passato il confine nel febbraio dell'anno scorso. Servizio di Silvio Puccio, foto Garbi
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