Stormy Daniels, il giudice rimanda la sentenza su Trump a dopo le elezioni
Il giudice di New York, Juan Merchan, ha fissato la nuova data al 26 novembre
Alberto SimoniIl giudice di New York, Juan Merchan, ha fissato la nuova data al 26 novembre
Alberto SimoniLo ha detto il procuratore di Manhattan, Alvin Bragg, nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha riferito che Mangione comparirà in tribunale in Pennsylvania giovedì
Il tycoon ha incontrato i giornalisti nella sua Tower sulla Fifth Avenue: a braccio e nessuna domanda
alberto simoniIl tycoon ha pagato in nero l'attrice porno comprando il suo silenzio in vista delle elezioni del 2016
Procedimento a New York per il pagamento di 130mila dollari a Stormy Daniels con i quali sarebbe stato comprato il suo silenzio
Alberto SimoniVideo "Il procuratore di New York mi persegue per niente, non è un reato, non è un reato minore, non è un affair" dice Donald Trump nel primo comizio della sua campagna presidenziale all'aeroporto di Waco, in Texas. "Il procuratore distrettuale di New York - prosegue il tycoon - sotto l'egida e la direzione del dipartimento dell'ingiustizia di Washington DC stava indagando su di me per qualcosa che non è un crimine, non è un delitto". L'attacco di Donald Trump contro il procuratore Alvin Bragg arriva alla vigilia della riunione del gran giurì che potrebbe decidere sulla sua incriminazione per il caso della pornostar Stormy Daniel. "Non mi è mai piaciuta la faccia da cavallo" l'ha offesa Trump rispolverando una umiliazione che aveva già usato contro di lei
Sale la tensione a New York per le proteste di piazza invocate dall'ex presidente, Donald Trump, contro il suo arresto a Manhattan per i soldi in nero alla pornostar Stormy Daniels. Oggi potrebbe arrivare l'incriminazione penale. Intanto il governatore della Florida e probabile candidato alle presid
È il primo ex presidente Usa che rischia di finire dietro le sbarre. Condannato per falsificazione di documenti contabili, ma può candidarsi
alberto simoniCentinaia di commenti sul web contro la decisione della Corte d’Appello di New York, che ha ravvisato un «errore procedurale» nell’utilizzo di testimoni su fatti precedenti alle accuse
Cristina BenenatiL’ex presidente non sarà in manette e contrariamente a quanto si attendeva non farà le foto segnaletiche
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