Federico Capurso / romaCon una lettera indirizzata a Giuseppe Conte e a Beppe Grillo, Luigi Di Maio annuncia le dimissioni dal Comitato di garanzia del Movimento 5 stelle, di cui era presidente. Un passo indietro per una tregua. O meglio, una trasformazione della sua guerra con Conte: combattuta in
Francesco Ruggieri: «Mi auguro che torni l'unico che può riportarci alla coerenza e all'entusiasmo di un tempo: Alessandro Di Battista»
antonio bravetti
Il 29 luglio 2015, ad annessione illegale della Crimea alla Russia già avvenuta, il grillino Manlio Di Stefano annunciava che una delegazione di “osservatori” del M5S aveva «deciso di recarsi ad ottobre in visita a Mosca e in Crimea, per ribadire il nostro chiaro no alle sanzioni». I viaggi grill...
jacopo Iacoboni
Il caso Sognare un posto alla Camera o in Senato? Sembra proprio non ne valga più la pena. Sulla striscia di partenza per le tradizionali "parlamentarie" grilline, alla chiusura dei termini per presentare la propria candidatura, si sono schierati solo 1.922 tra attivisti, parlamentari uscenti, ex as
L'analisiIlario Lombardo / RomaUno vale uno, no? Luigi Di Maio è l'Uno. Un numero infinitamente ripetibile che replica su stesso chi gli si pone accanto. Uno per tre fa sempre tre. Di Maio accanto a Grillo fa Grillo. Di Maio accanto a Draghi fa Draghi. Di Maio accanto a Tabacci fa Tabacci. In matema
«Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi. Sul terzo mandato c'è la disponibilità di tutti di fare la cosa più giusta per il Movimento». Avvocato del Popolo con simpatie leghiste nel Conte Uno, centrista con lieve strabismo mancino nel Conte Due, malpancista draghiano nel Conte accantonato, infin
il retroscenaFederico Capurso / romaUn minuto dopo l'addio dato da Carlo Calenda alla coalizione del Pd, il telefono di Giuseppe Conte inizia a squillare. «Forse si è riaperta la porta», gli dicono con un certo entusiasmo gli sherpa di un «campo largo» sulla via della polverizzazione. Si offrono ipo
Il retroscenaFederico Capurso /RomaTutti vogliono sapere cosa farà il Movimento 5 stelle oggi in Aula. Voterà la fiducia al governo Draghi o strapperà uscendo dalla maggioranza? Tutti lo chiedono a Giuseppe Conte. L'unico che può davvero saperlo. E lui, che dalla poltrona del suo studio passa la gio
ROMAPalazzo Madama, il bunker di Giuseppe Conte. Qui i senatori spingono per uscire, attaccano Mario Draghi e infiammano l'aria in vista dell'appuntamento di mercoledì, quando il premier parlerà alle Camere. «Abbiamo chiesto a Draghi risposte su temi che sono urgenze del Paese - sottolinea Mariolina
Andrea Romano: «Non esiste né può esistere alcuna “par condicio” tra aggredito e aggressore»
Michela Tamburrino