INVIATO A MADRIDLa crisi, adesso, è una minaccia concreta. Lo intuisce Mario Draghi. Lo intuisce quando chiude la telefonata con Giuseppe Conte e quando gli riportano gli ultimatum dei leghisti, pronti a lasciare il governo dopo l'accelerazione impressa da Pd e M5S alle leggi sulla cannabis e sulla
il retroscena/2Federico Capurso / ROMABeppe Grillo osserva le convulsioni interne alla sua creatura e inizia a provare un certo fastidio. Gli attacchi violenti mossi contro Luigi Di Maio dai vertici del Movimento negli ultimi giorni non gli sono piaciuti. E lo lascia perplesso la prospettiva di un a
Carlo Bertini / ROMAFiutata l'aria o stoppato dall'alto, Matteo Salvini ci ripensa: «Non so se andrò a Mosca», tira il freno a mano il leader del Carroccio. «Io stasera sono a Roma e poi valuterò, viste le reazioni isteriche da parte soprattutto della sinistra». Un'ora fa sapere che «se ci sono le c
il retroscenaFederico CapursoIlario Lombardo / ROMAQuando nel pomeriggio di venerdì lo incrocia sullo stesso aereo di linea che porterà entrambi da Roma a Milano, Mario Draghi non conosce ancora le intenzioni di Matteo Salvini. La notizia sul leghista pronto a partire per Mosca uscirà poco dopo, ant
Mario Draghi non vuole lasciare alcun margine di ambiguità né può permettersi fraintendimenti sui toni e sul contenuto della telefonata avuta nel pomeriggio con Vladimir Putin. Per questo, con pochi minuti di preavviso convoca una conferenza stampa, che dura appena una quindicina di minuti. Giusto i
il casoFederico Capurso / ROMADeputati e senatori grillini, parlando delle sorti del Movimento, discutono spesso di «brand». Quasi fosse un'azienda. La loro idea di rinnovamento, in fondo, passa anche da qui. Dalla necessità di un nuovo simbolo e dalla voglia di sradicare alcuni vecchi legacci come
new yorkKiev tira un sospiro di sollievo dopo le precisazioni, giunte nella notte da Washington, sull'invio di armi più potenti da parte degli Stati Uniti. Fonti ucraine spiegano che nulla di definitivo è stato deciso sulla fornitura di missili a medio e lungo raggio. L'opzione potrebbe essere quell
Marco BresolinINVIATO A BRUXELLESI governi dei 27 Paesi europei vogliono parlare con i taleban e hanno deciso di farlo con una voce sola, affidando il compito all'Ue. I ministri degli Esteri hanno accolto la proposta del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae), che aveva suggerito l'idea di apr
Carlo Bertini / Roma«Serve un'iniziativa forte di Bruxelles, Draghi si faccia promotore di un'azione europea per la pace», dice Enrico Letta, sperando che il premier convinca Biden a dismettere il lessico tonitruante. Parole che riecheggiano nel saluto di Lorenzo Guerini all'adunata degli Alpini, su
IL RETROSCENAAlessandro Barbera / romaUna voce degli apparati italiani risponde rassegnata: «L'escalation del conflitto in Afghanistan è già sotto i nostri occhi». Alle 21, poche ore dopo l'informativa in Consiglio dei ministri di Luigi di Maio e Lorenzo Guerini, la situazione era già peggio di quel