di Fiammetta Cupellaro wROMA «Colpire tutte le sedi di Equitalia con ordigni ad alto potenziale quando i dipendenti sono dentro. Già, perché Equitalia non ha un corpo e un’anima. Opera e uccide per mezzo dei suoi dipendenti». Così, il 29 ottobre 2013 Stefano Manni, quarantottenne neofascis
ROMA Stefano Manni - 48 anni originario di Ascoli Piceno e residente a Montesilvano (Pescara), parente del terrorista nero Gianni Nardi: è lui, per gli inquirenti il «capo indiscusso» di «Avanguardia Ordinovista», colui che si «occupava del reclutamento degli adepti e della loro formazione
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Colpire tutte le sedi di Equitalia con ordigni ad alto potenziale quando i dipendenti sono dentro. Già, perché Equitalia non ha un corpo e un’anima. Opera e uccide per mezzo dei suoi dipendenti». Così, il 29 ottobre 2013 Stefano Manni, quarantottenne neofascis
ROMA Stefano Manni - 48 anni originario di Ascoli Piceno e residente a Montesilvano (Pescara), parente del terrorista nero Gianni Nardi: è lui, per gli inquirenti il «capo indiscusso» di «Avanguardia Ordinovista», colui che si «occupava del reclutamento degli adepti e della loro formazione
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Colpire tutte le sedi di Equitalia con ordigni ad alto potenziale quando i dipendenti sono dentro. Già, perché Equitalia non ha un corpo e un’anima. Opera e uccide per mezzo dei suoi dipendenti». Così, il 29 ottobre 2013 Stefano Manni, quarantottenne neofascis
ROMA Stefano Manni - 48 anni originario di Ascoli Piceno e residente a Montesilvano (Pescara), parente del terrorista nero Gianni Nardi: è lui, per gli inquirenti il «capo indiscusso» di «Avanguardia Ordinovista», colui che si «occupava del reclutamento degli adepti e della loro formazione