Il Movimento 5 stelle ha evitato di polemizzare sulla scelta di Giorgia Meloni di rimediare al debito lasciato da un gruppo di turisti italiani in un ristorante albanese. Giuseppe Conte le chiede però di saldare «un conto - molto più salato - che chiama in gioco la inerzia e la diretta responsabilit
il casoFrancesco MoscatelliINVIATO A CAMPOGALLIANO (MO)«Sentire evocare lo scioglimento del Pd mi colpisce nel profondo. Non accetto che si resti paralizzati sotto i colpi della destra, di questa destra, che governa, o delle altre opposizioni che tentano di dilaniarci. Se permettete, cosa vogliamo o
il reportage Niccolò Zancan INVIATO A RIMINI Sole alto, 27 gradi. Rumore di ruspe. Il bagnino Paolo Crosara, 73 anni, spinge una carriola carica di lastroni di pietra e ad ogni sforzo una medaglietta argentata sbatte sul suo petto nudo. «È una vecchia moneta da 2 lire. Il mio sogno è che, alla fine
il casoCarlo Bertini/ RomaTra i soddisfatti, i volti noti, ma nuovi alla politica, di Carlo Cottarelli e del virologo Andrea Crisanti. Tra i riconfermati anche Piero Fassino e Pierferdinando Casini, il primo eletto per la prima volta nel 1994 e il secondo da quarant'anni in Parlamento. Contento Stef
ROMA L’apertura delle scuole, a settembre, non si può rinviare. Nemmeno per rimpinguare le casse di operatori turistici e balneari che, tra crisi e maltempo, hanno passato un’estate di magra. L’ultima parola sulla speranza di prolungare le vacanze la dice il ministro dell’Istruzione, Stefa
ROMA L’apertura delle scuole, a settembre, non si può rinviare. Nemmeno per rimpinguare le casse di operatori turistici e balneari che, tra crisi e maltempo, hanno passato un’estate di magra. L’ultima parola sulla speranza di prolungare le vacanze la dice il ministro dell’Istruzione, Stefa
ROMA L’apertura delle scuole, a settembre, non si può rinviare. Nemmeno per rimpinguare le casse di operatori turistici e balneari che, tra crisi e maltempo, hanno passato un’estate di magra. L’ultima parola sulla speranza di prolungare le vacanze la dice il ministro dell’Istruzione, Stefa
il casoAlberto MattioliDovete stare a casa. Quattro parole, sedici lettere e, si direbbe, un concetto chiaro. Ma non per molti connazionali. Una volta di più, è scattato il riflesso anarcoide degli italiani, la ribellione perenne a uno Stato sempre visto come nemico, l'insofferenza per le norme, la