San Giorgio, cerimonia per l'autiere morto in un campo di prigionia nel 1944

Video I resti mortali di Renzo Filiberti sono arrivati lunedì 13 ottobre a San Giorgio per essere tumulati nella zona militare del cimitero: l’autiere morto il 17 giugno 1944 in un campo di prigionia polacco può riposare nel paese d’origine. Nel pomeriggio l’urna contenente le spoglie di Filiberti è stata deposta davanti all’altare della chiesa parrocchiale, dove don Mirko Montagnoli ha celebrato la funzione commemorativa: presenti il sindaco Giovanni Bellomo, il consigliere regionale Andrea Sala, il vice presidente della Provincia Serafino Carnia, numerosi sindaci lomellini, i collaboratori della biblioteca e gli alunni della scuola elementare. Dopo che nei mesi scorsi il Comune di San Giorgio era stato contattato dal ministero della Difesa, le volontarie della biblioteca si erano attivate per riportare a casa i resti di Renzo in accordo con sua nipote Renza Celada. «Era un internato militare – spiega Adriana Vicini, studiosa di storia locale – nato nel 1921 a Cergnago in una famiglia di contadini: dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Renzo fu preso prigioniero dai tedeschi e inviato allo Stalag 344 di Lamsdorf». Verso la fine del gennaio 1945 l’avanzata dell’Armata rossa aveva costretto la Wermacht a evacuare gli internati verso la Germania centrale, ma i militari più deboli morirono nello Stalag: fra loro, il 23enne Renzo. Video Morandi, Servizio De Agostino

L'ultimo saluto a Graziano Ballarin, vice sindaco di Torre Beretti morto a 60 anni

Video Giovedì 28 agosto lutto cittadino e bandiere a mezz’asta all’esterno del municipio. Torre Beretti ha detto addio a Graziano Ballarin, 60 anni, vice sindaco dopo le elezioni amministrative del giugno dell’anno scorso morto al Policlinico San Matteo di Pavia, dove stava combattendo da tempo contro un tumore. Decine di persone hanno partecipato ai funerali nella chiesa di San Giovanni Battista: fra loro anche il consigliere regionale Andrea Sala e diversi sindaci lomellini. Dal pulpito don Luca Discacciati, presbitero dell’unità pastorale di Santa Maria di Acqualunga, ha ricordato l’impegno pubblico di Ballarin. «Graziano – ha detto – era sempre pronto a eseguire qualsiasi piccola opera di manutenzione a favore dell’arredo urbano e della vivibilità del paese. Si metteva a disposizione anche per la spesa a favore degli anziani andando nei paesi limitrofi». L’incassatore orafo in pensione, esponente della Lega Nord lomellina, lascia la moglie Anna, il fratello Roberto, la cognata Luigina, il nipote Diego con Adelaide e le nipotine Miranda e Almarita. «Osserveremo un minuto di silenzio nel prossimo consiglio comunale», dice il sindaco Mauro Mugni. —