Video "Ho comprato tutta la palazzina, ma l'ho intestata a un prestanome perché io non posso avere intestato niente. Ma di questo non mi fido, mi può fottere perché è un tossico e possono capire che è una truffa". Quattro immobili e conti correnti sequestrati: la sezione autonoma delle misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto il sequestro dei beni riconducibili a Cristian Leonardo Bandiera, arrestato lo scorso 22 novembre con l'accusa di essere elemento di spicco della locale di 'ndrangheta di Rho. Il provvedimento, eseguito dalla divisione anticrimine della questura, riguarda tre appartamenti e un capannone a Lainate, intestati a un prestanome, ma riconducibili a Bandiera che - da quanto si capisce dalle intercettazioni - non solo avrebbe acquistato, per una somma ben inferiore al valore, gli immobili, ma avrebbe iniziato a ristrutturarli per metterli a reddito anche con una trasformazione in bed & breakfast.
Ora è a rischio lo storico centro sociale frequentato e difeso da giovane anche da Matteo Salvini. Nel pomeriggio vertice in prefettura
monica serra, andrea siravo
Il personaggio/1 / pavia Gli attivisti per il clima non si lasciano scoraggiare dall’annuncio di pene più severe: «Il modo piùveloce per fermare le nostre azioni è avviare un dialogo concreto per dismettere l’uso dei combustibili fossil...
Silvio Puccio
Il tribunale dichiara la liquidazione giudiziale per la holding: «Incapacità di far fronte alle obbligazioni»
Tre anni fa il viaggio in Svizzera per consentire il suicidio assistito al malato di sclerosi multipla. Dopo il pronunciamento della Cassazione il pm torna a chiedere di non procedere
Il 46enne, già condannato a quasi 7 anni, è accusato di altri presunti episodi di violenza sessuale, detenzione di materiale pedopornografico e intralcio alla giustizia
andrea siravo
Disposta anche una confisca di oltre 3,4 milioni di euro
monica serra
Foto Lo studente 20enne pavese Simone Ficicchia, attivista di Ultima generazione, in udienza al Tribunale di Milano dove si decidono le misure a suo carico proposte dalla Questura di Pavia. Al presidio fuori dal Palazzo c'erano anche Marco Cappato e Gad Lerner (foto Ansa - Lapresse)
Il primo allo stadio non poteva più andarci, causa Daspo. Il secondo era attivo nel secondo anello verde
Andrea Siravo
Personale carente e processo telematico che non decolla. E le regioni del Nord Italia soffrono di più