Campi Flegrei, furti e danneggiamenti ai danni delle centraline di sorveglianza
L’allarme del direttore dell'Osservatorio Vesuviano che denuncia danneggiamenti ad opera delle barche
L’allarme del direttore dell'Osservatorio Vesuviano che denuncia danneggiamenti ad opera delle barche
Nella zona di Bacoli diverse persone sono scese in strada
Se dovesse eruttare avrebbe una potenza straordinaria, ma intanto sopra sono state costruiti città, ospedali e infrastrutture
MARIO TOZZIVideo Il 18 marzo 1944 si verificava quella che ad oggi è l'ultima eruzione del Vesuvio. Arrivava al termine di un lungo periodo di attività del vulcano, iniziata poco dopo l'eruzione del 1631 e particolarmente persistente dal 1914 in poi. Le fasi dell'eruzione sono state descritte nel dettaglio dal Direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Giuseppe Imbò, che monitorò l'eruzione dalla sede storica dell'ente situata sul fianco orientale del Vesuvio, a quota 608 m s.l.m. Anche durante la fase parossistica più violenta dell'eruzione non abbandonò mai l'Osservatorio mettendo a repentaglio la propria vita. Imbò distinse quattro fasi principali dell'eruzione. La prima iniziò proprio alle 16.30 del 18 marzo di 80 anni fa, con un'esplosione che distrusse parzialmente il piccolo conto di scorie intracraterico. L'esplosione fu subito seguita dall'emissione di due separate colate laviche dal cratere, una in direzione Sud-Est e l'altra in direzione Nord per poi essere deviata dal M.Somma in direzione Ovest. Le truppe Alleate documentarono per la prima volta con foto e video l'eruzione del vulcano. Ceneri, pomici e blocchi incandescenti coprirono il cielo di Napoli e dintorni. Dopo la terra tremò e poi, finalmente, la quiete. Nelle immagini storiche dell'archivio Reuters (British Paramount Newsreel), le fasi concitate dell'ultima grande eruzione del Vesuvio.
La scossa è avvenuta nel comune di Pozzuoli, nella zona dei Campi Flegrei, ad una profondità di 2,7 km.
L’epicentro è stato localizzato dall'Osservatorio Vesuviano nell’area della Solfatara a una profondità di 2 km
Paura e gente in strada, ma non ci sono danni. Il sisma più forte da 40 anni
Il sollevamento del suolo nella zona è in corso dal 2012
Disposte misure precauzionali per i cittadini
Antonio E. PiedimonteI bus turistici trascinati in un mare marrone come il fiume che ha portato giù tutto: una scena che l'ingegner Giovan Battista Castagna ha già visto. Lo racconta mentre torna sul luogo del disastro: «Mi sono cambiato i vestiti, ero fradicio...». Una giornata lunga. «La prima tel
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