Tra sangue e oblio, Gaza resta l’inferno
Gli operatori umanitari: «La gente fa la fila per il cibo. È massacrata ogni giorno, non c’è Internet, solo silenzio»
Gli operatori umanitari: «La gente fa la fila per il cibo. È massacrata ogni giorno, non c’è Internet, solo silenzio»
«Le nazioni del mondo hanno fatto la storia oggi a Ginevra», afferma Ghebreyesus. Il documento sarà votato all’assemblea dell’Oms di maggio. Esclusi divieti di viaggio o vaccini obbligatori se non decisi dai singoli Stati
A CURA DELLA REDAZIONEIl portavoce del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia: «È un'arma di guerra e una deliberata tattica di terrore»
Video Centinaia di palestinesi si sono riversati verso i camion degli aiuti su una spiaggia di Gaza City. Alcuni trasportavano sacchi di farina sulle spalle, mentre altri salivano a bordo dei convogli delle Nazioni Unite. Il fotografo palestinese Nooh Al-Shaghnobi, l'autore delle immagini, commenta: "Guardate tutti, quanta gente è venuta qui per la farina, migliaia di persone, guardate. Avremmo mai immaginato che Gaza sarebbe stata così, la gente qui sta morendo, quelli che muoiono, quelli che svengono, quelli che vengono colpiti e quelli che cadono, ognuno è solo concentrato nel prendere un sacco di farina per la sua famiglia, per sfamare la sua famiglia, ognuno di loro è pronto a morire purché possa prende un sacco di farina".
Video Centinaia di palestinesi si sono riversati verso i camion degli aiuti su una spiaggia di Gaza City. Alcuni trasportavano sacchi di farina sulle spalle, mentre altri salivano a bordo dei convogli delle Nazioni Unite. Il fotografo palestinese Nooh Al-Shaghnobi, l'autore delle immagini, commenta: "Guardate tutti, quanta gente è venuta qui per la farina, migliaia di persone, guardate. Avremmo mai immaginato che Gaza sarebbe stata così, la gente qui sta morendo, quelli che muoiono, quelli che svengono, quelli che vengono colpiti e quelli che cadono, ognuno è solo concentrato nel prendere un sacco di farina per la sua famiglia, per sfamare la sua famiglia, ognuno di loro è pronto a morire purché possa prende un sacco di farina".
Video Caccia al terrorista che dopo aver sparato contro un bus a sud di Gerusalemme, uccidendo un dodicenne e ferendo gravemente altre 4 persone, è scappato in auto. L'esercito israeliano afferma che le truppe stanno allestendo posti di blocco per circondare Betlemme. L’attentato arriva a distanza di pochi minuti dalla risoluzione con la quale l'assemblea generale delle Nazioni Unite chiede un cessate il fuoco immediato e incondizionato a Gaza, un gesto simbolico respinto da Stati Uniti e Israele. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video Le truppe israeliane che hanno occupato la buffer zone delle Nazioni Unite - tra le alture del Golan occupate da Israele nel 1967 e il resto della Siria - e il monte Hermon, località strategica da cui si supervisiona Damasco, approfittando del crollo derl regime di Assad, si preparano a restare a lungo, sicuramente almeno per l'inverno come ha ordinato il ministro della Difesa Katz. Nelle immagini gli spostamenti di tank e i lavori per rendere l'occupazione permanente.
Video Scene rare e cariche di tensione si sono verificate nelle ultime ore nel nord della Striscia di Gaza, all’esterno dell’ospedale indonesiano, dove una folla di residenti è scesa in strada per protestare apertamente contro Hamas. Video diffusi sui social, in particolare su Telegram, mostrano decine di persone gridare slogan come “Fuori Hamas!”, accusando il gruppo islamista di aver provocato e prolungato il conflitto, aggravando le condizioni di vita già drammatiche sotto i bombardamenti israeliani. Secondo fonti locali, miliziani di Hamas hanno tentato di disperdere i manifestanti, ma finora senza successo. Un elemento inedito è l’esplicita accusa anche ai media filo-Hamas: in particolare, alcuni dimostranti hanno contestato l’assenza dei giornalisti di Al Jazeera, gridando “Dove sono i giornalisti? Perché Anas al-Sharif è scappato?”, riferendosi al noto reporter dell’emittente. Questa protesta avviene in un contesto di crescente esasperazione nella popolazione civile, schiacciata tra l’offensiva israeliana e il controllo di Hamas. A quasi diciotto mesi dall'inizio della guerra, innescata dall’attacco terroristico di Hamas contro Israele il 7 ottobre, le condizioni umanitarie a Gaza sono al collasso. Secondo le Nazioni Unite, il nord della Striscia è ormai sull’orlo della carestia, con una popolazione sempre più priva di cibo, acqua e assistenza medica. Il malcontento che serpeggia tra i gazawi è reso ancora più evidente da queste proteste, insolite in una zona dove Hamas esercita un controllo ferreo sulla società. Anche per questo le immagini stanno facendo il giro del mondo: non solo per la loro portata simbolica, ma perché segnalano una frattura interna a Gaza che finora era rimasta sottotraccia.
Il fondatore di Slow Food: «Il primo responsabile dell’emergenza è l’attuale sistema agroalimentare. Non è troppo tardi, ma la ricchezza della vita animale e vegetale torni al centro dei nostri territori»
La tragedia arriva nel mezzo di un conflitto violento, aumentando fame e povertà. Caduti ponti, ospedali, templi. Le dighe sono a rischio, le comunicazioni interrotte
SARA JAMYPagina 6 di 94