Il politico lascia il suo incarico dopo la sconfitta della maggioranza al referendum e lo scandalo legato al clan Senese. Fuori anche la capa di Gabinetto di Nordio. La ministra del Turismo scaricata dalla presidente del Consiglio
Francesco Stati
Esiste un diritto che non esiste, teorico, astratto, verbale: è la giustizia penale planetaria con il suo braccio esecutivo, si fa per dire, della corte dell’Aja
Video "Non ci sono scuse per un cessate il fuoco in Libano e sulla proposta di accordo, mediata da Stati Uniti e Francia". Così Joseph Borrell, Alto rappresentante europeo per gli Affari Esteri. "Non si può applaudire quando la corte va contro Putin e restare in silenzio quando la corte va contro Netanyahu", ha aggiunto Borrell. "Questo è il tipico esempio dei due pesi e delle due misure per cui tanto veniamo criticati. Ho chiesto agli Stati membri dell’Unione Europea di adempiere ai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale. Che piaccia o no, la Corte penale internazionale è un tribunale"
Video La Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha dichiarato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe essere condannato a morte, affermando che il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) nei suoi confronti pochi giorni fa è insufficiente. "Deve essere emessa una sentenza di morte per Netanyahu e per i leader criminali di questo regime", ha detto Khamenei in un incontro con i Basijis (milizie islamiche) a Teheran. La massima autorita' politica e religiosa iraniana ha nuovamente accusato Israele di aver commesso "crimini di guerra a Gaza e in Libano attaccando i civili"
Video "La Corte penale internazionale interferisce in un conflitto politico in corso sotto mentite spoglie legali ma con obiettivi politici, questo è di per sé sbagliato. Scredita completamente il diritto internazionale e inoltre getta benzina sul fuoco. Quindi non c’è altra scelta se non quella di sfidare questa decisione. Pertanto, oggi inviterò il Primo Ministro israeliano, Netanyahu, per una visita in Ungheria, e in quell'invito gli garantirò che se verrà, la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto in Ungheria, e non ne seguiremo i contenuti. Considereremo solo la qualità e lo stato delle relazioni ungheresi-israeliane in modo che il primo ministro israeliano possa condurre colloqui efficaci in sicurezza qualora accettasse il nostro invito". Queste le parole di Viktor Orban, intervistato dalla radio di stato ungherese, annunciando che inviterà il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu per protestare contro il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale.
Video "La Corte penale internazionale interferisce in un conflitto politico in corso sotto mentite spoglie legali ma con obiettivi politici, questo è di per sé sbagliato. Scredita completamente il diritto internazionale e inoltre getta benzina sul fuoco. Quindi non c’è altra scelta se non quella di sfidare questa decisione. Pertanto, oggi inviterò il Primo Ministro israeliano, Netanyahu, per una visita in Ungheria, e in quell'invito gli garantirò che se verrà, la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto in Ungheria, e non ne seguiremo i contenuti. Considereremo solo la qualità e lo stato delle relazioni ungheresi-israeliane in modo che il primo ministro israeliano possa condurre colloqui efficaci in sicurezza qualora accettasse il nostro invito". Queste le parole di Viktor Orban, intervistato dalla radio di stato ungherese, annunciando che inviterà il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu per protestare contro il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale.
LEGGI La rabbia di Netanyahu contro il mandato d’arresto: “Giudici antisemiti”
Video In quattrocento hanno sfilato dalla stazione verso il centro, fino a piazza Guicciardi, nel segno di “Pavia per Gaza”. La mobilitazione cittadina contro il genocidio in atto da parte di Israele ha aggiunto venerdì pomeriggio un nuovo capitolo con la manifestazione della Cgil, seguita allo sciopero nazionale (in Lombardia nelle ultime 4 ore di ogni turno). Poi davanti alla prefettura ci sono stati gli interventi di molti dei partiti e delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione. Fabio Catalano, segretario provinciale della Cgil, ha ricordato le richieste dell’organizzazione sindacale al governo e alla Ue: cessate il fuoco immediato e rispetto del diritto internazionale; liberazione degli ostaggi e dei prigionieri palestinesi detenuti illegalmente; la sospensione dell’accordo di associazione commerciale Ue-Israele; sanzioni contro il governo israeliano; divieto di qualsiasi consegna di armi; sostegno al lavoro della Corte penale internazionale; riconoscimento dello Stato di Palestina. L'ARTICOLO
Video Garbi
Video Un attacco aereo israeliano questa mattina ha colpito il quartiere di Zaytoun, nel nord della Striscia di Gaza. Più di 50.900 palestinesi, la maggior parte dei quali donne e bambini, sono stati uccisi a Gaza dagli assalti israeliani dall'ottobre 2023. Lo scorso novembre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza. Israele deve anche affrontare un caso di genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia per la sua guerra contro l'enclave. LEGGI
Il ministro dell’Interno: «Mi sfugge quali principi costituzionali siano violati. Circoscrivere il reato di tortura come vuole Salvini? Sì, in un quadro di legalità»
Liveblogging Netanyahu da Orban, il governo di Budapest: «Usciremo dalla Corte Penale Internazionale»
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