Fosse Ardeatine, il presidente Mattarella al Mausoleo per il 79esimo anniversario dell'eccidio

Video Il capo dello Stato al suo arrivo, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, ha reso omaggio alle vittime. Furono 335 tra civili e militari, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche. L'azione fu una rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei Gap romani. Sul palco, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la vice presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. L'ARTICOLO Fosse Ardeatine, Mattarella omaggia le 335 vittime. Meloni: "Ferita profonda e dolorosa. La memoria è un dovere civico"

Addio Asor Rosa, il ricordo commosso di Cacciari: "Se siamo amici possiamo cambiare questo Paese"

Video "Se siamo amici ce la possiamo fare. Gli amici sono coloro che si appartengono. Se sentiamo questo, possiamo essere capaci di grandi imprese, di grandi opere come quelle fatte da Alberto. Con questo possiamo cambiare questo Paese". Queste le parole del filosofo Massimo Cacciari, ricordando l'amico Alberto Asor Rosa. Le esequie dell'intellettuale, scomparso il 21 dicembre, si sono svolte nell'aula magna dell'Università La Sapienza, alla presenza della rettrice Antonella Polimeni, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, della vice-presidente della Camera dei Deputati Anna Ascani e di esponenti del mondo politico e accademico. "Il ricordo è doppio, di uno storico e critico della letteratura che ha sempre messo la letteratura nel suo contesto - ricorda Corrado Augias - Il secondo aspetto è il suo profondo dolore, la delusione per quel sogno, l'alba di un mondo nuovo, che non si è mai realizzato. Ovvero era arrivato e poi era svanito".< strong> L'ARTICOLO Alberto Asor Rosa è morto: addio al grande studioso della letteratura italiana di Luca Pellegrini

Alleanze, lo strappo di Conte

Il leader del Movimento detta le condizioni agli alleati: nessuna apertura ai dem «ma non portiamo rancore». Il termovalorizzatore resta un caso, nel Lazio si corre divisi. Il Nazareno: “Preferisce che vinca la destra”

Niccolò Carratelli