Video Dieci condanne con pene da 1 anno e 6 mesi a 4 anni e 7 mesi e un'assoluzione. E' stata questa la sentenza che ha chiuso il processo di primo grado a carico di 11 imputati anarchici per il corteo dell'11 febbraio 2023 a Milano a sostegno di Alfredo Cospito. Resistenza aggravata, danneggiamento e travisamento erano le contestazioni. "Le pene sono sicuramente eccessive. A mio parere, poi, la responsabilità di alcuni degli imputati non è stata raggiunta nel corso del procedimento. LA sentenza verrà mpugnata per tutti gli imputati. Non si è tenuto conto del contesto e del contatto limitato con le forze dell'ordine", ha detto l'avvocato Eugenio Losco, che con il legale Mauro Straini difende gli imputati.
Ilaria «in ferie» una settimana per ricaricarsi e riabbracciare parenti e amici. Salta anche l’evento milanese di Sinistra italiana: «Non è pronta»
monica serra
Per il giovane di 23 anni rinviata la decisione. Si domanda di valutare una misura alternativa al carcere a Budapest. Una risposta arriverà entro il 28 marzo
monica serra
Video "C'è fiducia", nell'incontro con l'ambasciatore italiano in Ungheria "abbiamo riscontrato una volontà concreta di impegnarsi per cercare una soluzione": Mauro Straini, uno degli avvocati di Ilaria Salis, lo ha dichiara al suo arrivo insieme al collega Eugenio Losco, all'aeroporto di Malpensa. "La nostra richiesta - ha ribadito - è di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari in Italia in sostituzione del carcere", questo è previsto dalla legislazione europea. Alla domanda se i genitori ora siano sollevati, Straini ha risposto: "Sollevati non saprei. Sono in una condizione emotiva difficile: sono in questo incubo da quasi un anno. Sono determinati ad aiutare Ilaria a far valere i propri diritti". L'articolo di Niccolò Zancan su La Stampa
Il giudice ha confermato la misura cautelare della detenzione in carcere e ha fissato la prossima udienza al 24 maggio
francesca del vecchio
Il mistero della messa in mora: «Non abbiamo ricevuto nulla». Ecco perché il blitz della Regione è un’operazione politica
monica serra
Video Gabriele Marchesi, indagato in Ungheria come Ilaria Salis per l’aggressione di due militanti neonazisti a Budapest un anno fa, rimane per ora ai domiciliari in Italia e non viene consegnato alle autorità ungheresi, come era stato richiesto attraverso un mandato di arresto europeo. La Corte d’appello ha invece chiesto di valutare “se è possibile applicare una misura diversa”, come appunto i domiciliari nel nostro Paese, spiegano gli avvocati Mauro Straini e Eugenio Losco. “C’è un parallelismo con la vicenda di Ilaria Salis perché questa possibilità di sostituzione indicata dalla Corte è la stessa che permetterebbe a Salis di ottenere i domiciliari in Italia, come noi continuiamo a chiedere. È possibile una rivalutazione nei suoi confronti”. Prossima udienza il 28 marzo.
di Rosario Di Raimondo
I giudici di Milano respingono la consegna a Budapest
monica serra, andrea siravo
Tajani: «I legali chiedano l’applicazione della misura a Budapest». Domani l’incontro tra il padre e i ministri di Giustizia ed Esteri
monica serra
L’anarchico 23enne arrestato a metà novembre con le accuse di lesioni pluriaggravate
andrea siravo