Messina Denaro, indagata l'ex amante del boss. Nuove perquisizioni a Bagheria: i Ros nelle case di Maria Mesi e del fratello
Entrambi sono stati indagati, in passato, per aver favorito la latitanza del capomafia
Entrambi sono stati indagati, in passato, per aver favorito la latitanza del capomafia
Il collegamento col carcere dell’Aquila è rimasto per la seconda volta muto
Giuseppe LegatoVideo I carabinieri del Ros hanno arrestato con l'accusa di associazione mafiosa Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l'identità al boss Matteo Messina Denaro. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall'aggiunto Paolo Guido. Oltre a consegnare all'ex latitante la sua carta di identità per consentirgli di ottenere un falso documento e a dargli la tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche alle quali il boss doveva sottoporsi, Bonafede ha acquistato - per sua stessa ammissione - la casa di Campobello di Mazara in cui Messina Denaro ha trascorso l'ultimo periodo della latitanza, gli ha dato il bancomat permettendogli di fare delle spese, gli ha fatto comprare la Giulietta sulla quale viaggiava. La macchina, acquistata un anno fa personalmente dal padrino in una concessionaria di Palermo, formalmente era intestata alla madre di Bonafede. NEl video la perquisizione della vettiura da parte degli uomini del ROS.
I progressisti di Area hanno 6 rappresentanti, 4 i centristi e solo 1 Md
In serata i medici sospenderanno l’alimentazione
L’intervento alla conferenza di oggi all'Università Cattolica di Milano. Tra i relatori anche la procuratrice della Dda milanese Alessandra Dolci e il procuratore distrettuale di Palermo Maurizio De Lucia
lorenzo rotellaLa decisione del Tribunale del Riesame di Palermo: è accusata dai pm della Dda di aver gestito la cassa del clan e la rete delle comunicazioni del fratello durante la sua latitanza
Riccardo Parrinello, oggi maggiorenne, dopo sei giorni di comunità ora è stato rimandato al Malaspina. Dalle sue conversazioni emergono nuove prove che smentiscono il ravvedimento espresso durante l’interrogatorio
RICCARDO ARENADepositato il verbale dell’interrogatorio dopo l’arresto: il boss ammette la latitanza e di aver comprato una pistola mai usata: «Concorso esterno? Un reato farlocco. Mi avete preso grazie alla malattia»
A CURA DELLA REDAZIONEI documenti sarebbero legati a incensurati: il sistema sarebbe lo stesso usato da Bonafede. Il procuratore capo De Lucia: «Basta ombre, l’inchiesta sulla cattura è impeccabile»
giuseppe legatoPagina 3 di 6