L’annuncio della propagandista di Mosca Simonyan «ho ricevuto questo nastro da amici in uniforme». L’analista Thomas Rid: «Molti precedenti durante la Guerra Fredda e dopo, la ricetta è: intercettare una telefonata o un documento politicamente divisivo, potenzialmente rielaborare il file per renderlo più piccante, farlo trapelare, segretamente o apertamente»
jacopo iacoboni
Troppe cose non tornano nella versione di Mosca. La (ragionevole) certezza è che il velivolo è stato abbattuto. Ma volava verso nord (e non verso il confine ucraino dove si sarebbe dovuto tenere lo scambio di prigionieri). E soprattutto: non si vedono in nessun reperto emerso le presunte decine di corpi di soldati ucraini morti sul luogo dell’impatto
JACOPO IACOBONI
Cherkessk. Khasavyurt. Nalchik. L’aeroporto di Makhachkala in Daghestan. La caccia all’uomo è scattata, Mosca prima tace e avalla, poi parla di fantomatiche «ingerenze esterne». Il rabbino capo in Ucraina Moshe Reuven Azman: «I manifestanti gridavano: “Uccidi gli ebrei”. I raduni sono proibiti in Russia, ma come si può vedere non sono proibiti per tutti»
jacopo iacoboni
La propagandista più scatenata della guerra di Putin durante un talk show: «Le forze armate ucraine riceveranno missili a lungo raggio, aerei da combattimento. Infliggeranno tutti questi colpi a noi, ai nostri territori». Solovyov la gela: «Con i terroristi non si negozia, i terroristi si distruggono». Viaggio nei perché di una svolta che è essa stessa un’operazione dentro le élite russe
jacopo iacoboni
La tv di stato russa manda a ripetizione il video delle braccia tese, lo ricollega direttamente a Giorgia Meloni e dice che in tutta l’Italia e in Europa «stanno tornando alle origini nazifasciste»
jacopo iacoboni
Margarita Simonyan, la direttrice dell’emittente filo-Putin: «Se perdiamo non ci sarà alcun tribunale, perché il mondo verrà incenerito»
Tommaso Carboni
Due capisaldi del regime, la stabilità e l’irremovibilità, dopo 25 anni sono stati spezzati
anna zafesova
Successo delle manifestazioni contro la legge sugli agenti stranieri. Ora la Russia minaccia Tiblisi evocando l’Euromaidan e il 2008
Nona Mikhelidze
Migliaia di giovani, urbani, laureati, con buoni posti di lavoro, spediti al fronte in fretta e furia si dimettono in massa e fanno la coda all’ufficio passaporti. E lo Zar è costretto a rivedere i piani
anna zafesova
«Nessuna grande nazione può esistere senza il controllo sulle informazioni». Poi la direttrice di RT si lascia anche scappare come il network aggira le sanzioni: «Stiamo diffondendo i nostri contenuti non col nostro brand. Apriamo un canale, ottiene tre milioni di audience, tre giorni dopo l’intel se ne accorge e lo chiude. Non divulgherò altri dettagli, per non aiutare la loro intelligence»
Jacopo Iacoboni