Russia, un anno dalla morte di Navalny: centinaia sfidano il regime per andare sulla sua tomba
Manifestazioni in memoria del dissidente sono previste oggi in tante città d’Europa e del mondo
Manifestazioni in memoria del dissidente sono previste oggi in tante città d’Europa e del mondo
Migliaia a Mosca per i funerali del dissidente, sepolto sulle note di “My Way”
Giuseppe AgliastroVideo Lyudmila Navalnaya, madre di Aleksej Navalny parla all'aperto, sotto la neve, davanti alla colonia penale IK-3, dove il figlio è morto il 16 febbraio. "Da cinque giorni non riesco a vederlo: il suo corpo non mi è stato consegnato. Non mi dicono nemmeno dove si trovi", afferma la donna. "Mi rivolgo a lei, Vladimir Putin - prosegue il messaggio - Mi permetta, finalmente, di vedere mio figlio. Chiedo che il corpo di Aleksej venga immediatamente consegnato in modo che possa seppellirlo dignitosamente". Il video si chiude con l'inquadratura della cupola di una chiesa su cui si erge una croce. Il responsabile della fondazione anti-corruzione di Navalny, Ivan Zhdanov, ha sottolineato che contemporaneamente è stato presentato a Putin un appello scritto. L'articolo su Repubblica
La portavoce dell’oppositore: «Negato l’accesso all’obitorio alla madre, i russi prolungano le indagini sulla morte». Il Cremlino: accuse inammissibili
La portavoce: «Non sappiamo se le autorità impediranno lo svolgimento della cerimonia»
Il Cremlino fa un passo indietro e riconsegna il cadavere del dissidente alla famiglia. Non è chiaro quale compromesso sia stato raggiunto. Yulia: lo torturano anche da morto
anna zafesovaUna rivoluzione culturale in un Paese dove spesso le mamme mandano i figli al fronte per soldi
anna zafesovaLa denuncia della madre Lyudmila: «Vogliono seppellirlo in segreto»
Anna ZafesovaTenuto in una cella all’aperto a - 17 gradi, poi un colpo mortale. Così è stato ucciso. La madre denuncia Putin per ottenere il corpo
giuseppe agliastroIl medico che lo curò nel 2020: in casi di avvelenamento da Novichok riusciti accadrà la stessa cosa che dicono ora, proprio «sindrome da morte improvvisa»
jacopo iacoboniPagina 1 di 1