Video Ci sono quelli che non potranno votare perché hanno più di ottant'anni, ma partecipano alle congregazioni quotidiane. E ci sono quelli che voteranno, che parlano anche meno. Nelle vie intorno a San Pietro i porporati vengono inseguiti da nugoli di giornalisti, camere e microfoni. Ma sono estremamente parchi di risposte sul conclave e prodighi di battute evasive. Montaggio di Lorenzo Urbani.
Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video La guerra di Gaza è la prima in cui la scelta dei bersagli da colpire è stata affidata dalle forze armate israeliane a sistemi di intelligenza artificiale, limitando al minimo il controllo degli esseri umani sulla selezione degli obiettivi. Una serie di inchieste giornalistiche, non smentite dalle autorità israeliane, hanno ricostruito il peso di software e algoritmi nell’analizzare foto satellitari, video ripresi dai droni, intercettazioni, immagini sui social fino a individuare le persone e i luoghi da attaccare. Solo nel primo mese di combattimenti 12 mila dei bersagli colpiti sono stati designati dall’AI. Sempre gli stessi cervelli elettronici hanno calcolato il rischio di colpire persone innocenti, molto spesso sottovalutando il numero di civili presenti. Il paradosso è che proprio la fiducia nei sistemi informatici ha permesso ad Hamas di aggredire di sorpresa Israele il 7 ottobre 2023. Ma come combatte l'IA? È vero che rischia di diventare troppo "self confident"? I Sentieri di guerra in video di Di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani
Video Il conto alla rovescia per la nuova offensiva israeliana contro Gaza prosegue. Il governo Netanyahu ha dichiarato che intende occupare vaste zone della Striscia e per questo sta mobilitando oltre 60 mila riservisti. Un'ulteriore escalation nella campagna militare decisa dopo i massacri jihadisti del 7 ottobre 2023 che finora - stando alle fonti palestinesi - ha provocato 51 mila morti e colpito 170 mila edifici. L'esercito israeliano intende separare la popolazione da Hamas, obbligandola a trasferirsi in aree dove verrà infine garantita la distribuzione di cibo, eliminando la più importante sorgente di potere delle milizie. L'ennesimo piano dimostra il fallimento delle azioni messe in campo finora per sdradicare Hamas, che è stato amputato dagli attacchi ma mantiene una rete di comando e nella devastazione di Gaza recluta migliaia di giovanissimi combattenti. La manovra per l'occupazione di Gaza comincerà nel giro di dieci giorni e renderà ancora più drammatiche le condizioni terribili della popolazione. E anche tra i militari israeliani cresce il malcontento per le scelte del governo Netanyahu, con una dura protesta dei riservisti chiamati di nuovo a portare la guerra contro Hamas tra le case e le famiglie palestinesi.
I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani.
Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura
GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Primo incontro tra il papa americano e il numero due di Trump. "Un incontro cordiale ma le differenze restano", dice il vaticanista Iacopo Scaramuzzi. Su cosa? Sull'ordo amoris, che per il Papa non mette per primi i familiari e i concittadini, come per Vance. Sulla pace. Importante per entrambi, ma per il pontefice deve essere "giusta". Non a caso Leone XIV ha regalato al vicepresidente degli Stati Uniti una targa con la scritta: "La pace è un fiore fragile". Montaggio Lorenzo Urbani (VideoHub) per Metropolis LEGGI
Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Al Collegio Agostiniano di Santa Monica, a Roma, Robert Francis Prevost - da poche ore papa Leone XIV - ha trascorso dodici anni della sua vita, all'inizio degli anni Duemilia. "Qui si rilassava giocando a tennis - ricorda un suo confratello -. Non vinceva sempre ma era una buona racchetta". Di Giulio Ucciero. Montaggio di Lorenzo Urbani
Video L’addio alle armi trumpiano potrebbe costare caro all’Europa. La Casa Bianca ha manifestato la volontà di ridurre le truppe schierate nel Vecchio Continente e si parla della possibile partenza di 10 mila uomini e donne entro l’estate: oggi ne sono presenti 100 mila mentre prima dell’invasione russa dell’Ucraina erano 65 mila. E il ritiro è già diventato concreto all’aeroporto polacco Rzeszów-Jasionka, l’hub dove confluiscono gli aiuti bellici per Kiev distante pochi chilometri dal confine ucraino: la gestione del ponte aereo e la protezione delle piste sono passati nelle mani di britannici, tedeschi, norvegesi e polacchi. Uno studio del think tank Bruegel e il Kiel Institute for the World Economy sostiene che rendere l’Ue e la Gran Bretagna capaci di affrontare autonomamente un potenziale conflitto con Mosca richiederebbe investimenti di 250 miliardi l’anno per comprare 1400 tank, 2000 cingolati da combattimento, 700 cannoni, un milione di proiettili d’artiglieria. Resta poi la questione dell’ombrello nucleare: l’unico deterrente alternativo agli Usa sarebbe quello francese. Tanti elementi che dovrebbero accelerare la formazione di una difesa europea, che invece resta soltanto uno slogan. I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani.
Video I 40mila cittadini dell'isola più grande al mondo vanno alle elezioni, dove quasi tutti i partiti locali puntano nel loro programma all’indipendenza dal Regno di Danimarca. Le temperature salgono e le file alle urne si allungano: forte l'affluenza fin dal mattino, per un voto che sembra essere il più importante dell’isola dopo che le brame di Donald Trump hanno attratto l’attenzione del mondo. A sfidarsi sei partiti e i favoriti sembrano essere la sinistra ambientalista Inuit Ataqatigiit (IA), del premier uscente, alleato con i socialdemocratici Siumut, secondo partito e la destra indipendentista Neleraq, che i sondaggi danno in crescita. Dall'inviata Anna Lombardi. Montaggio di Lorenzo Urbani. LEGGI
Metropolis è la nostra striscia di attualità e società che va in streaming tutti i giorni dalle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Sono giorni di frecciatine nella maggioranza e a scatenare le turbolenze sembrano soprattutto le mosse del vicepremier Matteo Salvini sempre più trumpiano. "Repubblica ha scritto che ho litigato con Giorgia per la mia chiamata con il vicepresidente J.D. Vance, ma questo non è giornalismo è Scherzi a parte" ha spiegato il ministro dei Trasporti davanti al pubblico della Scuola di formazione della Lega il 22 marzo. E a Napoli, il 21 marzo diceva: "Non sono i dazi di Trump ad affossare i contadini e gli allevatori, ma le regole insenante dell'Ue, che vuole il pensiero unico, la marmellata unica, la musica unica". Per poi concludere a Cortina con: "Spero di rivedere alle Olimpiadi le bandiere russe". A cura di Cecilia Rossi. Montaggio Lorenzo Urbani
Video Intorno all’ipotesi di una missione militare in Ucraina a garanzia di un futuro accordo di pace si e? acceso un forte dibattito politico. Una discussione che potrebbe essere anche l’occasione per riflettere sul senso delle operazioni condotte all’estero dalle nostre forze armate. Perche? le facciamo? E quali risultati hanno conseguito? Dal 1991 i nostri reparti sono stati impegnati in spedizioni un po’ ovunque: dal Kurdistan alla guerra per la liberazione del Kuwait, dalla Somalia al Mozambico, dalla Bosnia all’Albania, dal Kosovo a Timor Est, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Libano dalla campagna aerea contro Gheddafi in Libia, infine il Sahel. Sono attivita? rischiose – solo in Afghanistan abbiamo avuto 53 caduti – e molto costose: in media dal 2010 hanno richiesto circa 1,2 miliardi l’anno. Alcune hanno avuto motivazioni umanitarie; molte hanno accolto richieste degli Usa o della Nato; poche hanno riguardato direttamente la tutela del nostro “interesse nazionale”. Tutte hanno dimostrato la capacita? operativa dei nostri militari, ma resta il dubbio su quanto abbiano contribuito al “sistema Paese” in termini di ricadute commerciali e di crescita della nostra influenza internazionale. Di Gianluca Di Feo. Montaggio Lorenzo Urbani
Video Papa Leone XIV offre una sede per l'incontro tra il presidente russo e il presidente ucraino su prossimi colloqui di pace o perlomeno di cessate il fuoco. Una ipotesi possibile, dati i rapporti complicati del Vaticano col Cremlino? Se accadesse sarebbe davvero un'occasione storica. Il commento di Iacopo Scaramuzzi. Montaggio Lorenzo Urbani per Metropolis. LEGGI
Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP