La Scala è rock: Marina Viotti canta Hallelujah di Jeff Buckley per i giovani nei laboratori dell'ex Ansaldo

Video “Ragazzi oggi stiamo facendo la storia, la musica non ha confini”. Poco prima di attaccare l'ultimo pezzo, l'Hallelujah di Jeff Buckley, Marina Viotti si è rivolta così alle centinaia di giovani under 35 che ieri sera affollavano i laboratori della Scala all'ex Ansaldo per la serata “Rock alla Scala!”. Una novità assoluta nel cartellone dedicato ai più giovani del Piermarini, che ha voluto aprire al crossover che la mezzosoprano svizzera, figlia d'arte del direttore d'orchestra Marcello Viotti e sorella maggiore di un altro direttore d'orchestra, Lorenzo, incarna con trasporto legato alla sua biografia. L'artista, 38 anni, ha spaziato tra brani classici, dalla Carmen di Bizet a Rossini, e canzoni rock come Nothing Else Matters dei Metallica, e ha anche raccontato momenti salienti della sua vita: la morte del padre quando lei era giovanissima e l'heavy metal come reazione, la scelta di fare lirica tardi, a 25 anni, il tumore da cui è guarita. Con una lezione per i ragazzi: “Quando ti dicono che non è possibile, devi insistere. Devi ascoltare la tua voce”. di Simona Spaventa

La mia anima cicciona

Chi nasce ciccione muore ciccione. Qualsiasi obiettivo sia riuscito a raggiungere nel proprio percorso verso il peso forma, chi nasce ciccione vive ciccione, e ci muore. Dal momento in cui qualcuno ti fa notare il doppio mento, la maglietta che non cade dritta o il sederone, non esiste ritorno. C...

Stefano D’Andrea