Mancuso a Horti Aperti: "Le piante sono intelligenti e possiamo imparare da loro"

Video L’intelligenza vegetale può superare quella umana e, di conseguenza, quella artificiale? A rispondere a questa domanda è Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’università di Firenze. Da sempre convinto che le piante siano creature intelligenti e sensibili, capaci di scegliere, imparare e ricordare, Mancuso è un ospite fisso di Horti Aperti e porta alla quarta edizione un parallelo tra queste diverse intelligenze. «Quando parlo dell’intelligenza delle piante, le persone pensano che io ne parli in maniera metaforica. In realtà non è così: la loro è un tipo di intelligenza vera e propria, diversa dalla nostra e per certi versi anche superiore. È chiaro che non parlo di un’intelligenza logica, ma se la consideriamo come la capacità di risolvere i problemi, allora quella delle piante è inarrivabile. Soprattutto perché gli animali sono agevolati, avendo dalla loro anche la capacità di movimento. Le piante non possono scappare come noi, devono per forza di cose trovare una soluzione. D’altronde il mondo vegetale ha 420 milioni di anni, il nostro 300mila: è chiaro che le piante, e quindi le loro abilità, siano più evolute di noi», spiega Mancuso. Video Garbi - CHI SONO LE VOLONTARIE E I VOLONTARI DI HORTI APERTI

Lo scienziato Mancuso a Horti aperti: l’intelligenza vegetale batte l’uomo e le sue macchine

Nei giardini del Borromeo conferenze e 50 espositori tra vivaisti, agricoltori e allevatori. Lo scienziato e divulgatore: «La principale abilità che dovremmo copiare dalle piante riguarda il modo di vivere insieme, creando comunità solidali». Oggi c’è il botanico dei Kew Garden di Londra, Carlos Magdalena

Valentina Guaglianone e Andrea Morana