Pietre d’inciampo per non dimenticare i deportati pavesi nei lager nazisti
Ieri mattina la cerimonia davanti alla case in cui vissero Giovanni Bargigia e Antonio Scapolla col figlio Guglielmo
Stefania PratoIeri mattina la cerimonia davanti alla case in cui vissero Giovanni Bargigia e Antonio Scapolla col figlio Guglielmo
Stefania PratoVideo Oggi, mercoledì 12 marzo, sono state posate le pietre d’inciampo in ricordo di Guglielmo Scapolla, del figlio Nino e di Giovanni Bargigia, arrestati nel settembre del 1944 e morti nei lager nazisti. Altre pose saranno il 27 marzo a Varzi per Vittorio Baiardi, il 13 aprile a Val di Nizza per Benito Rossotti, il 22 dello stesso mese a Voghera per Giovanni Mercurio, il 24 a Sannazzaro per Luigi Savasini. Ideate dall’artista tedesco Gunther Demnig, le pietre consistono in piccoli quadrati d’ottone delle dimensioni di un sampietrino recanti le generalità, le date di nascita, cattura e morte, con l’indicazione del lager o del campo di sterminio in cui essa è avvenuta; la posa in genere avviene davanti all’abitazione della vittima, o in luoghi significativi dei rispettivi paesi e città d’origine. A Pavia, con queste tre, il totale è salito a nove; 57 in tutta la provincia (a partire dal 2018). CHI SONO GUGLIELMO E NINO SCAPOLLA E GIOVANNI BARGIGIA Video Garbi
Altre 7 pietre d’inciampo per ricordarli: domani la cerimonia al Vittadini con il concerto degli studenti del conservatorio
Roberto LodigianiNessuno fece ritorno, quattro morirono nell’aprile 1945 poco prima della liberazione stremati dalla prigionia
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