No al ddl sicurezza, da Solarino a Pelù l'appello degli artisti: "Sabato 14 tutti in piazza a Roma"

Video Piero Pelù, Valeria Solarino, Michele Riondino, Elio Germano. E ancora Laika, Valentina Lodovini, Francesco Acquaroli, Giovanni Truppi, Kento, Antonio De Matteo. Attori del cinema e della tv, cantanti, musicisti artisti, rapper, scrittori hanno prestato il loro volto in un video per una causa: l’opposizione al ddl sicurezza voluto dal governo Meloni e già approvato alla Camera. “E se domani volessi manifestare pacificamente per un mondo migliore? Potrei essere arrestata per aver occupato una strada”, spiega l’attrice Solarino. “E se domani la Cbd venisse criminalizzata, come potrei proteggere i miei dipendenti?”, chiede il cantautore Truppi. “Se domani mio figlio mi chiedesse perché non può più manifestare il proprio dissenso, come farei a spiegargli che la libertà di espressione è diventata un lusso?”, domanda l’attrice Barbara Esposito. Un elenco di ragioni per le quali annunciano che scenderanno in piazza a Roma il 14 dicembre nel corteo nazionale convocato dalla rete “A pieno regime”, alla quale hanno aderito più di cento organizzazioni.

Bandiere, striscione e cori per l'ultimo saluto a Carlo Mazzone ad Ascoli

Video Bandiere, uno striscione, applausi e cori dei tifosi per l'ultimo saluto a Carletto Mazzone, ex allenatore bianconero, guida indimenticata di tante squadre in Serie A, con le sue quasi 800 panchine tra cui quella della Roma, deceduto il 19 agosto scorso a 86 anni. Il feretro di Mazzone, di legno chiaro con sopra una corona di rose rosse, accompagnato dai famigliari, è stato accolto all'ingresso della Chiesa di San Francesco ad Ascoli da varie autorità tra cui il sindaco Marco Fioravanti e il presidente della Regione Francesco Acquaroli. Sopra la bara, in chiesa, sono state poste la sciarpa dell'Ascoli, le maglie di alcune squadre che Mazzone ha guidato tra cui quelle di Ascoli, Perugia e Brescia. Tanti applausi all'interno e fuori dalla chiesa dove una folla di tifosi, soprattutto dell'Ascoli, dove Mazzone viveva con la sua famiglia e di cui era cittadino onorario, ha acclamato Carletto Mazzone, sventolando bandiere e intonandone il nome.