Lavazza presenta 'More than Us', il calendario 2024: "Il dialogo è collaborazione"

Video Tre giovani fotografi e due ambassador, descrivono un’Africa inedita: un territorio pieno di energia, di sperimentazione, di spinta verso il futuro, grazie alla sua straordinaria cultura e alle diverse comunità che la abitano. “Il messaggio vuole essere quello che rappresenta la collaborazione tra persone e abbiamo deciso di partire dall’Africa, perché in questo continente nasce il caffè - spiega Francesca Lavazza, Board Member del Gruppo Lavazza - Racconteremo anche l’esperienza delle persone che hanno preso parte al progetto attraverso le loro storie di lotta”.

I tre artisti in dialogo sul valore della collaborazione tra persone, organizzazioni, idee. Il Calendario Lavazza 2024 è un progetto corale firmato dai fotografi africani Thandiwe Muriu (Kenya), Daniel Obasi (Nigeria) e Aart Verrips (Sudafrica) che descrive e promuove il concetto di partnership in tutte le sue sfumature, a partire dalla capacità di aprirsi verso gli altri – richiamo all’edizione 2023 del Calendario Lavazza Yes, We’re Open – per andare oltre, a esplorare la bellezza del collaborare, di contaminarsi, di unirsi sulla base del rispetto reciproco per creare qualcosa di più grande: More than Us.

Di Edoardo Bianchi

Milano, gli scarti industriali diventano arte: Vitturi: "Riutilizziamo, non consumiamo"

Video In occasione della settimana milanese dedicata al design internazionale, lo spazio espositivo Lavazza posto all’interno del Caffè Triennale di Milano, ospita l’installazione Terra-cotta, Plastic Pots and Chai and Chinese Hibiscus di Lorenzo Vitturi.

Si tratta di un’opera nata per offrire un’ulteriore visione del rapporto tra arte e sostenibilità e come sottolineato da Francesca Lavazza, Board Member del Gruppo Lavazza: “abbiamo appoggiato questo progetto perché mette insieme nuovi linguaggi comunicativi, sensibilizzando le persone sulla sostenibilità attraverso il riutilizzo di materiale di scarto”.

“Il messaggio che possiamo dare è quello di proporre nuovi linguaggi produttivi senza il bisogno di consumare - ha infine aggiunto lo stesso artista Vitturi - ma limitando al minimo nuove produzioni e utilizzando materie esistenti, dando loro nuova forma”. di Edoardo Bianchi