La protesta del rifugio degli animali salvati dal macello: "Non fateci uccidere i nostri maiali"

Video Salvare i maiali dall’abbattimento. È questo l’obiettivo dell’associazione “Progetto cuori liberi” che ha coinvolto Lav e “Vita da cani” per presentare ricorso al Tar contro la decisione di eliminare tutti i capi presenti nella struttura di via Belvaschi, al civico 6, dove si accolgono gli animali scampati a maltrattamenti. Qui, spiega una volontaria, Federica Bocca, ci sono 40 suini, pecore, capre, mucche, un cavallo e un asino. E poi oche, anatre, tartarughe, galline, un gallo, cani e gatti. «Sono tutti animali recuperati da maltrattamenti – spiega Bocca –. Finora è stato accertato solo un suino positivo alla peste suina africana, Jimmy, che è poi morto. Non vogliamo abbattere i nostri maiali, che peraltro non sono destinati alla produzione alimentare. Sono animali non da macello, ma da compagnia». I legali della Lega antivivisezione hanno chiesto al Tribunale amministrativo regionale la sospensione del provvedimento che impone l’abbattimento dei maiali. «Finora non sono stati contagiati – assicura la volontaria dell’associazione che ha voluto organizzare un presidio di protesta –. Chiediamo inoltre di eseguire esami di controllo agli animali vivi per capire quali altri potranno essere contagiati e permettere che i capi infetti vengano curati da un veterinario per poi essere sottoposti ad eutanasia». L’associazione “Progetto cuori liberi” cinque anni fa aveva deciso di aprire a Zinasco un “santuario”, uno spazio dove ospitare, grazie al lavoro di 7 volontari, animali maltrattati e dove creare un luogo di pace e serenità per tutti gli animali senza distinzione di specie. «Animali – spiega Bocca – reduci da maltrattamenti, sfruttamento e abbandono. Il rifugio sostiene l’importanza dell’interagire degli animali con le persone, per sensibilizzare al rispetto e alla consapevolezza di ciò che per loro significhi essere liberi». Video Albanesi