Video A poco più di due anni dall'avvio del processo, nell'aula bunker di Rebibbia è attesa la sentenza del processo per l'omicidio di Fabrizio Piscitelli, leader degli Irriducibili, noto come 'Diabolik', ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto del 2019 nel parco degli Acquedotti a Roma. Per quel delitto, che come scritto dai magistrati ha dato il via a "una lunga scia di fatti di sangue", è imputato l'argentino Raul Esteban Calderon, la cui vera identità, secondo l'accusa, è quella di Gustavo Alejandro Musumeci. Le immagini dall'aula bunker di Rebibbia.
L'ARTICOLO - Omicidio Diabolik, oggi è il giorno della sentenza. Chiesto l’ergastolo per Calderon
di Andrea Ossino e Giuseppe Scarpa
Droga e benefici ai detenuti, indagano i carabinieri coordinati dalla Dda. Trentadue misure cautelari
Tra loro c’è Alessandro Capriotti, conosciuto come 'Er Miliardero'
Edoardo Izzo
Video I giudici della terza Corte d'Assise di Roma hanno condannato all'ergastolo Raul Esteban Calderon per l'omicidio dell'ex capo ultras degli Irriducibili della Lazio, Fabrizio Piscitelli, detto 'Diabolik', ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 mentre si trovava su una panchina del parco degli Acquedotti, nel quartiere Tuscolano, a Roma. I giudici hanno sposato l'intero impianto accusatorio dei sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia capitolina, Mario Palazzi, Rita Ceraso e Francesco Cascini, sulla ricostruzione dei fatti, ma non hanno riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso. Il vero nome del killer, secondo quanto è emerso da una rogatoria internazionale in Argentina, sarebbe Aleandro Musumeci, nato a Buenos Aires il 30 aprile 1970. Nelle immagini il momento della lettura della sentenza.
L'ARTICOLO - Omicidio Diabolik, ergastolo per Calderon: “Il killer è lui”
di Andrea Ossino e Giuseppe Scarpa
Condannato l’argentino che uccise in un agguato nell’agosto del 2019 Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, ultras della Lazio
Ventisei arresti, sequestri di beni per cinque milioni e armi, compresi kalashnikov e bombe a mano. Al vertice della piramide criminale Giuseppe Molisso, Leandro Bennato e Raul Esteban Calderon
L’operazione svela chi c’è dietro la criminalità e il business degli stupefacenti. Una struttura violenta e radicata portata avanti dai discepoli del boss detto “o’ Pazzo”, l’incontrastato padrone
Il portavoce del ministro all’Agricoltura è accusato di aver avuto conversazioni con contenuti antisemiti con l’ex ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli, soprannominato Diabolik, assassinato nel 2019
federico capurso
Video La Guardia di finanza di Roma e i poliziotti della squadra mobile hanno catturato due latitanti, di cui uno legato al gruppo criminale guidato da Fabrizio Piscitelli (noto come Diabolik), coinvolti in indagini sul traffico di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine hanno bloccato Andrea Ben Maatoug, 33 anni, latitante dal 2020. Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo. A lui il gip di Roma contesta il reato di concorso continuato in associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico - quale responsabile dei traffici di narcotico nel quartiere "Borghesiana" della Capitale - lesioni personali ed estorsione aggravata. Dalle indagini era emerso che Ben Maatoug era membro di un sodalizio dedito al traffico di cocaina e hashish capeggiato da Diabolik, ucciso a Roma nell'agosto del 2009, e Fabrizio Fabietti, già condannato a 30 anni di carcere. Arrestato anche Marzio Sparapano, 20 anni, che era irreperibile da alcune settimane.
Dal carcere alla comunità terapeutica, ma spesso a finire nei centri di recupero sono i capi del narcotraffico con medici compiacenti
francesca fagnani