Ilaria Salis: “Costretta a firmare un foglio in ungherese”. Il memoriale dal carcere: “In cella con cimici, topi e scarafaggi”
La denuncia dell’insegnante arrestata e chiusa da quasi un anno in carcere di Budapest
Francesca Del VecchioLa denuncia dell’insegnante arrestata e chiusa da quasi un anno in carcere di Budapest
Francesca Del VecchioVideo "C'è fiducia", nell'incontro con l'ambasciatore italiano in Ungheria "abbiamo riscontrato una volontà concreta di impegnarsi per cercare una soluzione": Mauro Straini, uno degli avvocati di Ilaria Salis, lo ha dichiara al suo arrivo insieme al collega Eugenio Losco, all'aeroporto di Malpensa. "La nostra richiesta - ha ribadito - è di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari in Italia in sostituzione del carcere", questo è previsto dalla legislazione europea. Alla domanda se i genitori ora siano sollevati, Straini ha risposto: "Sollevati non saprei. Sono in una condizione emotiva difficile: sono in questo incubo da quasi un anno. Sono determinati ad aiutare Ilaria a far valere i propri diritti". L'articolo di Niccolò Zancan su La Stampa
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niccolò zancanVideo Gabriele Marchesi, indagato in Ungheria come Ilaria Salis per l’aggressione di due militanti neonazisti a Budapest un anno fa, rimane per ora ai domiciliari in Italia e non viene consegnato alle autorità ungheresi, come era stato richiesto attraverso un mandato di arresto europeo. La Corte d’appello ha invece chiesto di valutare “se è possibile applicare una misura diversa”, come appunto i domiciliari nel nostro Paese, spiegano gli avvocati Mauro Straini e Eugenio Losco. “C’è un parallelismo con la vicenda di Ilaria Salis perché questa possibilità di sostituzione indicata dalla Corte è la stessa che permetterebbe a Salis di ottenere i domiciliari in Italia, come noi continuiamo a chiedere. È possibile una rivalutazione nei suoi confronti”. Prossima udienza il 28 marzo. di Rosario Di Raimondo
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Sandro BarberisPagina 2 di 4