Milano, corteo Cospito: condanne agli anarchici fino a 4 anni e 7 mesi. Il legale: "Eccessive"

Video Dieci condanne con pene da 1 anno e 6 mesi a 4 anni e 7 mesi e un'assoluzione. E' stata questa la sentenza che ha chiuso il processo di primo grado a carico di 11 imputati anarchici per il corteo dell'11 febbraio 2023 a Milano a sostegno di Alfredo Cospito. Resistenza aggravata, danneggiamento e travisamento erano le contestazioni. "Le pene sono sicuramente eccessive. A mio parere, poi, la responsabilità di alcuni degli imputati non è stata raggiunta nel corso del procedimento. LA sentenza verrà mpugnata per tutti gli imputati. Non si è tenuto conto del contesto e del contatto limitato con le forze dell'ordine", ha detto l'avvocato Eugenio Losco, che con il legale Mauro Straini difende gli imputati.

Caso Salis, l'avvocato: "C'è la possibilità di ottenere i domiciliari in Italia"

Video "Venerdì prossimo sentiremo i primi testimoni e una delle presunte persone offese. Si tratta di un processo molto delicato perché Ilaria in concreto rischia una pena molto elevata (24 anni, ndr)" per "un'accusa che non ritiene giusta". Così l'avvocato Eugenio Losco, legale di Ilaria Salis. "Poi c'è la possibilità, che avevamo già avanzato, di ottenere il trasferimento dell'esecuzione di questa misura non detentiva (gli arresti domiciliari, ndr) in Italia - aggiunge il legale -, come previsto da una normativa europea recepita anche in Ungheria. Avanzeremo tra un po' anche questa richiesta e ci vorrà un avallo del governo italiano che dovrà fornire delle raccomandazioni alle autorità ungheresi".

Negati i domiciliari a Ilaria Salis, l'avvocato: "Ricorreremo ma sappiamo già che sarà tutto inutile"

Video Parla l’avvocato di Ilaria Salis, Eugenio Losco: “Ricorreremo contro decisione, ma sappiamo già che è inutile” dice il legale che accusa il tribunale di lentezza: “C’è stato un impedimento tecnico e non si è potuto procedere, si poteva fare una pausa e risolvere il problema, ma non è stato fatto. A questo punto faremo di tutto per farlo procedere almeno nel modo più veloce possibile. “. La motivazione della negazione dei domiciliari è sempre la gravità dei fatti, secondo l’accusa e la legge ungherese che prevede una pena fino a 24 anni per i reati contestati a Salis: “Questo è però inaccettabile - dice Losco -  visto che non specificano i motivi per cui ci sarebbe un pericolo di fuga, dato che era stato predisposta anche la possibilità di poter trascorrere i domiciliari qui a Budapest” dice l’avvocato che però lamenta come “di fronte a questo tipo di atteggiamento del tribunale non si può fare nulla, ritenteremo, ma sarà inutile”
di Giuliano Foschini