Video «Studiate, informatevi e ragionate con la vostra testa». È il messaggio che Roberta Canestro, nipote di Agostino Catalano, agente a capo della scorta del giudice Paolo Borsellino, ha lasciato ieri agli studenti dell’istituto Bordoni di Pavia. Catalano morì a 43 anni nella strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 insieme a Borsellino e agli agenti Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Video Sono passati 33 anni dalla strage di via d'Amelio: il 19 luglio 1992 la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino con gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, in via d'Amelio. La consigliera Pd Milena D'Imperio è intervenuta alla cerimonia in piazzale della stazione, davanti alla targa che ricorda i giudici Giovanni falcone e Borsellino. "La mafia ha cambiato metodi ma non è sparita - ha detto - forse non siamo stati in grado realmente di fare un'iniezione di anticorpi alla nostra società, ai nostri ragazzi e a tutti coloro che sono attorno a noi. Voglio ricordare che l'impegno delle forze dell'ordine in quella e questa stagione, per cercare di debellare un virus per cui non abbiamo trovato un altro vaccino se non quello di parlarne. Parlarne nelle istituzioni, parlarne come ricordava il presidente della consulta nelle scuole, parlarne in famiglia. Molte volte abbiamo il timore di toccare questi argomenti, molte volte non vogliamo essere partigiani, perché a questo termine è stato dato un significato di parte. Invece no, bisogna sempre essere partigiani per essere dalla parte giusta". Quella di chi non si piega al metodo mafioso. L'INTERVENTO DI MOGGI
Video Garbi
Video Sono passati 33 anni dalla strage di via d'Amelio: il 19 luglio 1992 la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino con gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, in via d'Amelio. La vice sindaca di Pavia, Alice Moggi, è intervenuta alla cerimonia in piazzale della stazione, davanti alla targa che commemora i giudici Falcone e Borsellino uccisi dalla mafia a distanza di pochi mesi uno dall'altro: "Oggi - ha detto - ricordiamo uomini e donne che con il sacrificio della loro vita ci hanno formato e trasmesso valori, il coraggio, la coerenza, la dignità. Borsellino era un magistrato, un uomo giusto, ma era anche un uomo di parte. Era dalla parte della Costituzione, della giustizia sociale, della democrazia. Era un uomo dello Stato, uno Stato vivo, fatto di cittadini, fatto di scelte, di responsabilità, di diritti da difendere e doveri da esercitare. Il suo coraggio non era eroismo solitario, ma conseguenza naturale di un'etica pubblica, profonda e incrollabile. Come cittadina di questo paese e come amministratore della cosa pubblica, credo che onorare la memoria di Borsellino significhi scegliere da che parte stare e rimanerci sempre, difendere i nostri valori costituzionali, la democrazia, la giustizia sociale e difendere la legalità come unico strumento di libertà". L'INTERVENTO DI D'IMPERIO
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