La battaglia per Indi, no di Londra all’Italia: “Ora lo stop alle cure”
Secondo i medici la bambina inglese malata terminale non ha speranze. Il papà spera nel trasferimento a Roma: «Ci vietano anche di portarla a casa»
alessandra rizzoSecondo i medici la bambina inglese malata terminale non ha speranze. Il papà spera nel trasferimento a Roma: «Ci vietano anche di portarla a casa»
alessandra rizzoVideo I legali della famiglia Gregory hanno comunicato che il termine per il distacco dei supporti vitali alla piccola Indi è stato posticipato di due ore. Questa nuova scadenza è prevista per le 16.00 inglesi, equivalenti alle 17.00 italiane. Le informazioni sono giunte da Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, e dall'avvocato Simone Pillon, i quali stanno monitorando gli sviluppi della situazione in Italia, mantenendo contatti con i legali in Inghilterra e la famiglia coinvolta. Intanto, il padre della piccola Indi, Dean Gregory, non si arrende e tramite un video inviato a La7 ha ribadito il suo appello: "Pensiamo che sia nel miglior interesse di Indi venire in Italia per ricevere le cure che potrebbero aiutarla a respirare, aprendo una valvola attraverso l'impianto di uno stent, per poi poterci concentrare sulla sua malattia mitocondriale che può essere trattata con queste terapie. Sappiamo che Indi è una combattente, lei vuole vivere, e non merita di morire. Grazie". "Io e Claire - ha continuato l’uomo - siamo devastati e affranti dalla decisione presa dal giudice. Il National Health system sta cercando di impedirci di andare in Italia, e ci ha anche impedito di portare Indi a casa per le cure palliative di fine vita. Siamo molto preoccupati per la vita di Indi".
Questa mattina il console italiano a Manchester aveva presentato il ricorso contro la decisione dei giudici britannici
La bambina, affetta da una malattia incurabile, era da sabato senza i sostegni vitali. I genitori: «Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella sua casa»
Cdm d’urgenza per la famiglia Gregory che ora spera. Ma per Londra è accanimento terapeutico. Crisanti (Pd): «Crudeltà»
Grazia LongoPer il caso di Indi si era fatto avanti il Bambino Gesù di Roma offrendo la possibilità di assisterla
In caso di un altro no il Regno Unito bloccherà le cure vitali
Alessandra RizzoCosì potrà essere ricoverata in Italia al Bambino Gesù
«Il protocollo prevede che la fornitura di ossigeno sia a tempo determinato», ha affermato in un tweet l'avvocato Simone Pillon, del team legale della famiglia Gregory
Il padre della bimba di 8 mesi affetta da una malattia che i medici del Queen's Medical Centre di Nottingham e i giudici britannici considerano irrimediabile: «Spegneranno il suo arcobaleno»
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