Bari, neonato trovato morto in una culla termica nella chiesa San Giovanni Battista. Aveva un mese di vita
Il parroco: «Il mio cellulare collegato non ha squillato»
Il parroco: «Il mio cellulare collegato non ha squillato»
L’arma a salve e modificata. Fondamentale la testimonianza di un parente per incastrarli
Svolta nel giallo del senzatetto di origini indiane ucciso a maggio a Bari. «Usato come bersaglio umano». In cella un 21enne, un 18enne e un minore
Valeria d’’AutiliaVideo Un arresto che la difesa di don Nicola D’Onghia ritiene “privo di fondamento” e di cui ha chiesto la revoca: è avvenuto al termine dell’interrogatorio del sacerdote 54enne, accusato di avere investito e ucciso la 32enne Fabiana Chiarappa il 2 aprile vicino Turi e di essere poi fuggito senza prestare soccorso. Il sacerdote è stato interrogato dal giudice Nicola Bonante, alla presenza del difensore Federico Straziota (che lo assiste insieme all’avvocata Vita Mansueto), della pm Ileana Ramundo e del procuratore aggiunto Ciro Angelillis. Nei suoi confronti è contestata l’accusa di omicidio stradale, aggravato dalla fuga e omissione di soccorso, ritenendo che quella sera si fosse reso conto di avere causato un incidente stradale. Nell’interrogatorio, D’Onghia ha ribadito la stessa versione dei fatti già fornita ai carabinieri e ai pm, spiegando di non aver visto alcun corpo sulla strada - L'ARTICOLO di Chiara Spagnolo
L'ipotesi di reato è omicidio colposo
Pagina 1 di 1