Siria, i fantasmi delle armi chimiche

Il ritorno a casa di Belal e i suoi amici a Zamalka, nella periferia di Damasco. Sopravvissuti al gas Sarin del regime di Assad e costretti a tacere o mentire: «I bambini morivano con la bava alla bocca. Altroché inalazioni di polvere»

Francesca Mannocchi, foto Gianluca Panella