Estorsioni e infiltrazioni della 'ndrangheta: le intercettazioni dell'inchiesta che ha azzerato i vertici delle curve di Inter e Milan

Video I capi ultras della Curva Nord dell'Inter avrebbero commesso una "pluralità di reati" fra cui lesioni, percosse, resistenza a pubblico ufficiale, rissa, estorsione, intestazione fittizia con "l'aggravante di favorire l'associazione dei Bellocco", il clan 'ndranghetista di Rosarno il cui esponente di spicco Antonio Bellocco è stato ucciso lo scorso 4 settembre a Cernusco sul Naviglio. E' quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare a carico, fra gli altri, di 10 vertici della tifoseria organizzata nerazzurra che rispondono di associazione a delinquere aggravata dall'agevolazione mafiosa e di almeno una ventina di episodi di risse, violenze contro le forze dell'ordine, estorsioni, bagarinaggio. In particolare Antonio Bellocco sarebbe arrivato a Milano "grazie a Ferdico" (Marco Ferdico, uno dei vertici della Nord assieme all'arrestato Andrea Beretta) che gli avrebbe procurato un "alloggio" e una "occupazione lavorativa fittizia". In cambio l'esponente della 'ndrina avrebbe utilizzato la "sua fama criminale" anche "per riunire il tifo organizzato interista sotto un'unica regia", "sopprimendo" tutti gli altri gruppi" e garantendo "in esclusiva i guadagni derivanti dalla gestione delle attività illecite facenti capo allo stadio". Bellocco "aveva il compito di respingere iniziative di altri gruppi criminali interessati a gestire i guadagni dello stadio". Guadagni che derivavano, tra l'altro, dalla vendita a "prezzi maggiorati dei biglietti delle partite di calcio", "bevande durante le partite", "magliette e altri gadgets" e "fornendo a pagamento" la "protezione a imprenditori che richiedevano 'servizi' di guardiania al di fuori dello stadio San Siro" per "scoraggiare la vendita di gadgets contraffatti da parte dei cosiddetti 'magliettari' provenienti dalla Campania".

Omicidio Bellocco, l'aggressione del capo ultrà dell’Inter Andrea Beretta: le immagini

Video Antonio Bellocco, 36 anni, rampollo di una delle famiglie più potenti della 'Ndrangheta, è stato ucciso a Cernusco sul Naviglio da Andrea Beretta, capo ultrà dell’Inter. Le telecamere di sorveglianza della palestra Testudo hanno ripreso i momenti precedenti all'omicidio, trasmessi in esclusiva da La7. Bellocco aveva un appuntamento con Beretta, con cui si era allenato la sera prima. Dopo essere saliti in auto insieme, Beretta ha accoltellato Bellocco, probabilmente durante una lite legata alla gestione degli utili di un negozio di merchandising. Tuttavia, la Procura sospetta che la disputa riguardasse la leadership nella curva dell’Inter, con interessi che spaziano dal controllo dei biglietti allo spaccio di droga. Il timore principale ora è la possibile vendetta del clan Bellocco per la morte del loro erede. LEGGI ANCHE: Antonio Bellocco e Andrea Beretta, poche ore prima dell’omicidio i due insieme in campo per il “Derby tra fratelli”

Omicidio Cernusco sul Naviglio, il legale di Beretta: "Mi ha detto che si è difeso. Erano amici"

Video E’ stato interrogato nel pomeriggio in ospedale, dove è piantonato, Andrea Beretta, il capo ultrà della curva dell'Inter che ha ucciso, accoltellandolo alla gola, Antonio Bellocco, anche lui legato alla curva nerazzurra e anche alla 'ndrangheta. I due, secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, erano in macchina davanti alla palestra di Cernusco sul Naviglio "Testudo". All'interno dell'auto ci sarebbe stata una colluttazione e Bellocco avrebbe sparato un colpo di pistola ferendo ad una gamba Beretta, il quale a sua volta, con un coltello, ha inferto uno o due colpi alla gola all'amico. Mirko Perlino, avvocato di Beretta ha spiegato: "I due erano amici. Mi ha detto che si è difeso".