Pontida, Giulia Bongiorno: "Castrazione chimica per stupratori recidivi sarà nostra battaglia"

Video "Ci sono quelli che violentano donne e minori. Entrano in carcere, poi escono e riviolentano donne e minori. Se uno stupratore non riesce a tenere i propri impulsi vuol dire che ha bisogno di un aiuto e questo aiuto si chiama in un modo: castrazione chimica". Lo ha affermato la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, dal palco di Pontida. "Non è una tortura - ha precisato - è un trattamento farmacologico e questa sarà la nostra battaglia". di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi

Milano, Befana dei clochard tra politica e pistole. L'ex-sindaco Albertini: "Io regolarmente armato"

Video "Ho il porto d'armi e quindi regolarmente sono armato. Chi ha questa responsabilità deve avere il criterio di tenere l'arma sotto controllo e non farla girare soprattutto in situazioni come quella di Capodanno". L’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, tra i camerieri d’eccezione per il tradizionale pranzo offerto ai clochard il giorno della Befana a Milano, commenta così il caso del deputato di Fratelli d’Italia Pozzolo, dalla cui pistola è partito un colpo nella notte di San Silvestro, ferendo un uomo. "È armato oggi Albertini?", gli chiediamo. "Io dico che ho il porto d’armi", risponde. E così, tra risotti e sformati – il menù vegetariano offerto dall’hotel Principe di Savoia è stato curato dallo chef personale del Principe Alberto di Monaco, Christian Garcia – tiene banco l’incidente di capodanno. "Riccardo non è che sei armato?" chiede ironico il consigliere dem Daniele Nahum al deputato meloniano ed ex-missino Riccardo De Corato. "No la pistola non ce l’ho e non serve a un c...", replica lui. "Mi sembra inappropriato fare un servizio su amministratori pubblici e pistole", dice invece il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enrico Marcora. Intanto, la musica di Cochi con "E la vita l'è bela" anima la festa dei City Angels per i 200 senzatetto invitati Di Andrea Lattanzi

Sgarbi contro il sindaco Sala per il caso Scala: "Non ho deleghe? Io sono Sgarbi e lui non è nessuno"

Video "Il sindaco di Milano dice che non ho deleghe e quindi non dovrei parlare? Io parlo perché sono Vittorio Sgarbi, lui non è niente. Non mi deve rompere le scatole". Il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, intervenuto a Roma al festival della piccola e media editoria Più libri più liberi, torna sulla querelle avuta con il sindaco di Milano Beppe Sala in merito alle richieste fatte dai sindacati del teatro alla Scala al primo cittadino e rispedite da questi al mittente. A un primo attacco di Sgarbi, Sala aveva replicato dicendo che "non mi risulta che abbia ancora una delega. Quando formalmente avrà una delega, se vorrà discuterne, io sono disponibile". "La Scala ha 37 milioni di euro all'anno e con tutti quei soldi non puoi fare una regia da due milioni e - ha spiegato Sgarbi, solidale con i sindacati - non dare soldi alle maestranze è un errore". "Prima Sala era di destra e adesso è di sinistra ma - ha conluso il sottosegretario - che deleghe ha Sala per parlare con me? Ha delle deleghe?"   di Andrea Lattanzi

PLPL23, Pegah Moshir Pour: "Le donne nostalgiche ricordino che il fascismo le voleva solo madri"

Video Il dibattito sull'urlo alla Scala "Viva l'italia antifascista" sbarca indirettamente anche ad Arena Repubblica Robinson, durante il dialogo tra Pegah Moshir Pour e Carlotta Vagnoli moderato da Anna Lombardi. L'occasione è una riflessione sul ruolo della donna del passato che secondo Pegah Moshir Pour si ricollega a un ruolo esclusivamente legato alla cura della casa e della famiglia. E allora, all'unisono, le due panelist utilizzano la frase che ha creato scalpore a Milano. Di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

PLPL23, Ascanio Celestini: "Nelle guerre le vittime diventano numeri. Serve raccontare le storie delle persone"

Video "Cominciare a pensare che 5 mila o 6 mila bambini morti hanno un nome e un cognome diventa un vero peso, un po' come succede con i migranti. È quello che succedeva per i bollettini in epoca Covid in cui le vittime diventavano solo numeri. Nelle guerre succede continuamente. E c'è bisogno che qualcuna vada a raccontare queste cose, a dare nomi e cognomi e dire 'Io le ho viste queste persone'". Così Ascanio Celestini nel corso di "Il popolo vittima di ogni guerra", il suo dialogo ad Arena Repubblica Robinson con Fabio Tonacci per Più libri più liberi 2023.di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

Zaki, il sindaco di Bologna Lepore: "Ha diritto ad autodeterminarsi. Che gioia poterlo abbracciare"

Video "Oggi siamo emozionati perché riabbracciamo un nostro cittadino onorario. Bologna è scesa in piazza sin dal primo giorno per la sua vicenda. Non lo conosceva quasi nessuno ma ci abbiamo creduto fin dall'inizio". Il sindaco di Bologna Matteo Lepore è pronto per salutare il rientro in Italia di Patrick Zaki. Su cerimonie e feste, però. dà la precedenza alle necessità dello studente egiziano: "Parleremo con lui dei momenti istituzionali che vorrà condividere con noi perché - dice riferendosi alla consegna della cittadinanza onoraria - Patrick ha tutto il diritto di vivere la sua normalità di libero cittadino. A partire dal viversi la città come faceva da studente". Discorso che fa il paio con la posizione che Lepore assume rispetto alla scelta di Zaki di declinare l'invito a un aereo di Stato: "Patrick ha ringraziato i governi italiani che in questi anni si sono occupati del suo caso ma ha il pieno diritto di autodeterminare il suo futuro senza dover rendere conto a nessuno". "Senza Bologna, senza Amnesty, senza l'artista Gianluca Costantini che ne ha fatto un ritratto - conclude - forse Zaki sarebbe rimasto uno dei tanti nelle prigioni egiziane. Dobbiamo però evitare ogni forma di strumentalizzazione. Questo governo, come gli altri che lo hanno preceduto, va ringraziato per il lavoro diplomatico finalizzato alla liberazione di Zaki". Di Andrea Lattanzi

25 novembre, mezzo milione in piazza contro il patriarcato. Il videoracconto

Video Erano circa mezzo milione i partecipanti che sono scesi in piazza a Roma per dire no alla violenza sulle donne. Altri cortei caratterizzati dal colore fucsia hanno avuto luogo in tutta Italia. La mobilitazione è avvenuta all’indomani del tragico femminicidio della giovane Giulia Cecchettin, diventata il simbolo della lotta femminista. La sorella Elena ha parlato su Instagram: “Reagiamo, affinché nessuno senta più il dolore che sento io”. A Roma è scesa in piazza anche la segretaria dem Elly Schlein. Di Daniele Alberti, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

25 novembre, mezzo milione in piazza contro il patriarcato. Il videoracconto

Video Erano circa mezzo milione i partecipanti che sono scesi in piazza a Roma per dire no alla violenza sulle donne. Altri cortei caratterizzati dal colore fucsia hanno avuto luogo in tutta Italia. La mobilitazione è avvenuta all’indomani del tragico femminicidio della giovane Giulia Cecchettin, diventata il simbolo della lotta femminista. La sorella Elena ha parlato su Instagram: “Reagiamo, affinché nessuno senta più il dolore che sento io”. A Roma è scesa in piazza anche la segretaria dem Elly Schlein. Di Daniele Alberti, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano