L’Argentina brucia: “No ai Brics”
Mentre il presidente Fernández ringrazia Lula per l’invito, nel Paese continuano i saccheggi e l’opposizione rifiuta Russia e Cina
Emiliano GuanellaMentre il presidente Fernández ringrazia Lula per l’invito, nel Paese continuano i saccheggi e l’opposizione rifiuta Russia e Cina
Emiliano GuanellaVideo "Argentina, Argentina". No, il coro non è partito da una piazza di Buenos Aires, ma dagli spalti dell’Aleksandar Nikolic Arena di Belgrado. In quel momento, la Stella Rossa e i lituani dello Zalgiris Kaunas stavano battagliando in un’incertissima gara di Eurolega di basket. Il coro si è elevato nel momento del 3-0 argentino contro la Croazia nella semifinale del Mondiale di calcio. Un coro "patriottico", dei tifosi serbi in funzione anti-croata. Ma c’è di più. Il giocatore di punta della Stella Rossa è l’argentino (nato a Mar del Plata) Luca Vildoza, che proprio mentre la Seleccion batteva Modric ha sfoderato una prestazione sontuosa da 27 punti. In particolare, sul 66-67, Vildoza ha piazzato in appena due secondi 4 punti determinanti per il risultato finale: la gara è finita 77-73. "Incredibile" ha raccontato Vildoza alla fine, "dovunque guardassi, tutti mi aggiornavano sul risultato della gara in Qatar. I serbi sono malati come noi, vivono il basket con la stessa passione con cui noi argentini viviamo il calcio".
Il World economic forum punta a ricostruire la fiducia in un mondo con poche certezza. Ma a dominare saranno le tensioni fra Cina e Usa e l'incertezza su Ucraina e Medio Oriente. L'Italia? Quasi del tutto assente
Fabrizio Goria
Video Era notte fonda a Dacca quando Gonzalo Montiel ha insaccato l'ultimo calcio di rigore nella finalissima contro la Francia. Ma il tardo orario non ha impedito al popolo bengalese di vedere la partita sui maxi schermi e di esplodere in una festa incontenibile alla vittoria Albiceleste. A vedere i video che arrivano dal Bangladesh, sembra quasi che i veri festeggiamenti si siano consumati in Asia Meridionale più che in Sud America dalle parti di Buenos Aires. Ma a cosa è dovuto tutto questo fervore da parte dei bengalesi nei confronti della nazionale argentina? La risposta ha origine sempre ai Mondiali, ma a quelli del 1986: Maradona e l'Albiceleste affrontano e annichiliscono l'Inghilterra in una partita carica di rivalsa dopo la guerra delle Falkland. Al popolo bengalese, che conobbe in passato il colonialismo britannico, venne quasi automatico simpatizzare per la banda di Diego Armando che aveva con tanta sfrontatezza mandato a casa gli inglesi.
A quasi 40 anni di distanza, il Bangladesh non è riuscito a sviluppare un movimento calcistico capace di ottenere risultati soddisfacenti e, dunque, ha pensato che Leo Messi potesse essere quello che Maradona è stato per le generazioni precedenti, sviluppando verso il campione argentino la stessa empatia e lo stesso sostegno riservato nel 1986 al Piebe de Oro.
Giovanni, ex pescatore 83enne: «Ogni mio sacrificio è in quella casa, anche se rischio non me ne vado»
Niccolò ZancanAccusate di speculazione le compagnie si difendono: «Il carburante continua a costare molto e i pezzi di ricambio non si trovano»
Francesco BertolinoL’appello del Pontefice: «Siamo sull’orlo dell’abisso, ma la speranza per una tregua c’è». E sull’Intelligenza artificiale: «Sarà un suicidio se non avrà carattere umano»
Domenico AgassoTra i libri più premiati «Quando un figlio muore» e «La passione di Eva». Aveva 89 anni
Morgan Stanley: «Il cambio può pesare sui risultati» Il balzo dei tassi di interesse minaccia il colosso con 60 miliardi di debiti per sostenere gli investimenti
Alessandro BarberaL’operazione al polmone a 21 anni, l’intervento al colon nel 2021 e il dolore al ginocchio. Bergoglio si affida ai medici e ai cardinali: «Chiedo sempre e mi dicono: continua»
Domenico AgassoPagina 5 di 8