Lei accusata di maltrattamenti fin dalla nascita della bimba, nel 2021. Chiedeva più soldi, una casa più grande e impediva all’uomo di stare con la piccola
Video È arrivata nella Procura di Bari per dire grazie personalmente ai magistrati e ai carabinieri Lea Martimucci, 41enne sorella di Domenico, morto nell’agosto 2015 a causa delle ferite riportate il 5 marzo dello stesso anno, a causa dell’esplosione di una bomba nella sala giochi Green di Altamura. “Siete i nostri numero 10” ha detto Lea a inquirenti e investigatori, ricordando il numero ella maglia che il fratello indossava nelle partite di calcio. Quando fu ucciso militava nel Castellaneta ed era conosciuto con il soprannome di Zidane. Lea da dieci anni si è unita all’impegno di Libera contro le mafie e ha fondato un’associazione ad Altamura “Noi siamo Domi onlus”, che instrada gli adolescenti su percorsi di sport e legalità di CHIARA SPAGNOLO
L’arma a salve e modificata. Fondamentale la testimonianza di un parente per incastrarli
Video “Sono arrabbiata. Voglio che si faccia chiarezza: mi appello al ministro della Giustizia Carlo Nordio per ottenere la verità”. Rosa Carlucci, la mamma dei fratellini di Gravina Ciccio e Tore, ha varcato nella mattinata di oggi 29 marzo l’ingresso della Procura di Bari, insieme alla figlia Filomena Pappalardi, all’avvocato Giovanni Ladisi e al consulente legale Rocco Silletti. I fratellini Francesco e Salvatore, di 13 e 11 anni, scomparvero il 5 luglio 2006. I corpi furono ritrovati il 25 febbraio 2008 senza vita nella cisterna della “Casa delle cento Stanze” a Gravina. Le indagini furono riaperte e poi archiviate nel 2012 per mancanza di elementi. Per Rosa e Filomena adesso ci sarebbero. E quindi hanno presentato un fascicolo in Procura. “L’auspicio è che ci sia una riapertura delle indagini. Gli elementi sottoposti all’attenzione della Procura sono tre - spiega l'avvocato - la caduta dei bambini nella cisterna alle 23,30, poi elementi contraddittori in vecchie testimonianze, e un farmaco tranquillante rinvenuto vicino alla cisterna nella quale sono caduti i bambini”
di Benedetta De Falco
Il parroco: «Il mio cellulare collegato non ha squillato»
Secondo i pm l'istituto non avrebbe tempestivamente segnalato agli inquirenti gli accessi abusivi
L'ipotesi di reato è omicidio colposo
Un’ottantina di detenuti coinvolti nei disordini. L’allarme dei sindacati: «Si teme che questi eventi possano servire da innesco per altre realtà penitenziarie pugliesi»
Sono ai domiciliari. L’inchiesta riguarda presunti appalti truccati
Arrestato a Bari Vito Lorusso, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II