... rallentando da tempo. Dall’inizio degli anni 2000, l’incremento del Pil pro capite in termini reali è risultato di un terzo inferiore a quello degli Stati Uniti, e circa il 70% di questo divario è spiegato da...
Mario Draghi
... francese (60), italiano (32,7) e polacco (23,5). Se ci si rapporta al Pil nazionale, che come si sa è il pallino di Donald Trump, siamo molto lontani dal 2% del Pil. Intanto la Russia ha riconvertito...
... cambia rispetto all’anno precedente». Dunque non moltissimo.«Non moltissimo. La spesa pubblica nel suo complesso resta al 50,4 per cento del Pil, aumentano un po’ le entrate, il deficit invece è in linea...
... il concetto di debito comune. Ne deriva che si è perso tempo quando si poteva puntare su ricerca, sviluppo e innovazione. Nonostante tutte le condizioni favorevoli l’Ue ha perso un terzo del Pil...
... debito. Ed è doloroso. Se non si cresce abbastanza, il debito non cala. E ci si espone a rischi di mercato in caso di choc. In caso di crollo del Pil se non si è portato avanti un consolidamento fiscale...
FABRIZIO GORIA
...BRUXELLES. Nonostante la spinta data dagli investimenti del Pnrr, che valgono mezzo punto di Pil l’anno, la crescita dell’economia italiana rallenta. E di conseguenza il debito, appesantito dai...
MARCO BRESOLIN
... partner europei di contribuire al budget della Nato in maniera più sostanziale. L’obiettivo è il solito, il 2% del Pil, lontano per l’Italia, quasi irraggiungibile secondo Giorgia Meloni con le attuali...
... calcola Save the Children – ha il tempo pieno. Nel 2020, l’Osservatorio conti pubblici calcolava che l’Italia spende lo 0,08% del Pil per gli asili nido, mentre la Germania investe più del...
giuliano balestreri
... degli italiani. La nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza dice che di qui al 2026 non scenderà: in rapporto alla crescita del Pil era previsto al 140,2 per cento a fine 2023, al 140,1...
ALESSANDRO BARBERA
... I due leader ritengono che le norme vadano profondamente riviste perché «complesse» e «pro-cicliche», quindi non capaci di ridurre il rapporto debito/Pil e, soprattutto, non lasciano sufficiente...
Veronica De Romanis