Video In occasione della Giornata internazionale delle persone rom e sinti, l’artista e attivista Rašid Nikolic, conosciuto sui social come The Gipsy Marionettist, racconta perché parole come “zingaro” o “nomade” sono il risultato di secoli di discriminazione, e come la sua scelta di usare “gipsy” come nome d’arte rappresenti un atto di riappropriazione linguistica e resistenza culturale. A partire dalla propria esperienza, chiarisce che il nomadismo non è un tratto culturale, ma l’effetto di politiche escludenti. L’intervista è anche un’occasione per scoprire la bellezza della cultura rom, spesso oscurata da narrazioni tossiche: il valore della famiglia allargata, il rispetto profondo per bambini e anziani, la forza di una comunità che ha sempre cercato spazio e dignità in un mondo che tendeva a negargliele. Un incontro necessario, per smettere di parlare dei rom e iniziare ad ascoltare chi è rom. A completare il racconto, la petizione “Non chiamateci zingari: in Italia è ancora legale discriminarci”, che chiede al Parlamento italiano e alle istituzioni europee di vietare l’uso pubblico di termini offensivi e razzisti, introdurre sanzioni per il linguaggio d’odio contro rom e sinti.
Le tante ricorrenze del 2025 potrebbero aver ispirato il ministero: gli 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i 60 anni dalla morte di Churchill ma anche i 760 anni dalla nascita di Dante
La delusione per la scelta di Bonaccini. La settimana prossima il rischio bis al Parlamento italiano
Video Centinaia in piazza oggi pomeriggio nel centro di Torino nella manifestazione per l'Ucraina organizzata da varie sigle tra cui Azione, +Europa, Giovani Democratici. "Siamo europei e siamo con gli ucraini". È uno degli slogan che campeggia sui cartelli che i manifestanti hanno esibito in piazza Carignano, davanti al palazzo che fu sede del primo Parlamento italiano. "Siamo in tanti ed è la risposta migliore che potevamo dare dopo le scene che tutti noi abbiamo visto in televisione in quella stanza ovale dove è capitato quello che nessuno si aspettava che potesse capitare - spiega Cristina Peddis, segretaria provinciale di Azione -. Questa è la miglior risposta possibile che noi possiamo dare a difesa dell'Europa, a difesa dell'Ucraina perché l'Ucraina difende non solo i suoi confini, difende i confini di tutti noi, la libertà e la democrazia".
Liveblogging L’omelia del cardinale Re a San Pietro: «Era una voce contro la guerra»
FLAVIA AMABILE, NICCOLÒ CARRATELLI E REDAZIONE WEB
Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni: «Le aziende sanitarie non possono ora ignorare due pronunce della Corte in meno di un anno»
Il generale ed europarlamentare: “Sala scandaloso, sarei andato al Remigration Summit”
Gli ex renziani: «Si vendicherà, lei è come Matteo». Il rischio che qualcuno si smarchi sulle altre risoluzioni
Un medico di Padova e il compagno bloccati in aeroporto con la neonata e la madre biologica. Il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale veneto: «Spero che ci siano conseguenze gravi»
LAURA BERLINGHIERI
Dopo lo strappo nel voto di Strasburgo la segretaria pensa di coinvolgere la base. L’ipotesi è un referendum tra gli iscritti per legittimare la linea sulla difesa europea