Naufragio del Peloponneso, l'incontro tra due fratelli siriani: parte dall'Italia lo trova tra i sopravvissuti

Video Venerdì 16 giugno, un uomo siriano ha ritrovato suo fratello tra i sopravvissuti del naufragio in Grecia del peschereccio "Ta Nea", ribaltatosi a sud del Peloponneso con circa 750 persone a bordo. L'imbarcazione era salpata da Tobruch, in Libia, ed era diretta in Italia, secondo la Guardia costiera greca. Mohammad, proveniente dall'Italia, ha abbracciato il fratello diciottenne Fedi attraverso i cancelli del porto di Kalamata, dove i sopravvissuti sono curati in un magazzino. Mohammad, visibilmente commosso, ha detto che suo fratello era in Libia da quasi due anni. Almeno 78 migranti sono stati uccisi nel naufragio avvenuto mercoledì al largo della costa greca e le speranze di sopravvivenza si sono affievolite con l'aumentare dei timori che altre centinaia di persone (in totale 600), compresi bambini, possano essere annegate nella stiva dell'affollata nave. Le autorità greche hanno dichiarato che 104 sopravvissuti sono stati portati a terra. Molti di loro sarebbero stati trasferiti in un campo per migranti venerdì.

Naufragio di migranti in Grecia, i superstiti salvati con gli elicotteri

Video Continuano le operazioni di soccorso della Guardia costiera greca a sud della città di Pylos, nel Peloponneso, dopo il naufragio di un peschereccio: le ricerche sono andate avanti tutta la notte, ma non hanno portato a nuovi sviluppi. Il numero dei superstiti rimane 104, mentre la Guardia costiera ha chiarito questa mattina che sono stati recuperati 78 corpi, e non 79 come era stato riferito ieri. Alcuni dei superstiti sono stati salvati dall'intervento degli elicotteri dell'aeronautica militare greca. La barca di migranti si è capovolta ed è affondata in mare aperto a circa 50 miglia (80 km) a sud-ovest della città costiera greca meridionale di Pylos. L'ARTICOLO "Nella stiva c'erano cento bambini". Il racconto dei superstiti del naufragio di Pylos