Ghostpadel, lo sport del momento al buio: si vedono solo linee, pallina e abbigliamento di chi gioca

Video Il padel, lo sport del momento, giocato al buio: ecco il Ghost Padel. Già sperimentato con successo da alcuni tra i principali campioni del circuito mondiale (tra gli altri Pablo Lima e Gemma Triay), il Ghost Padel si gioca su un campo interamente al buio, dove gli unici elementi visibili sono le linee del campo, la pallina e l’abbigliamento dei giocatori. Tutto rigorosamente fluorescente. Una sfida che richiede una maggior precisione in assenza della luce. Il padel ha vissuto un’esplosione in Italia. Sono oltre 800.000 gli amatori mentre sono quasi 104.000 gli iscritti alla neonata Federazione italiana Tennis e Padel.

Atp Finals, la storia del tennis a Torino: "Da Pietrangeli a Sinner, quanti campioni sui nostri campi"

Video Il circolo della Stampa Sporting di Torino è la "casa" dei migliori otto tennisti al mondo quando il capoluogo piemontese ospita le Atp Finals. "Un luogo di tranquillità, in cui allenarsi ma al tempo stesso stare con le proprie famiglie, lontano dal caos e dall'intensità del PalaInalpi". Così lo definisce il suo presidente Pietro Garibaldi, mentre ci introduce nelle sale del circolo. 60.000mq, 23 campi di cemento e terra rossa, una piscina 40x50, aree fitness e il training center, specificatamente dedicato agli allenamenti dei tennisti nei giorni delle finals. "Siamo alla quarta edizione ma - racconta ancora Garibaldi - ogni volta è come se fosse la prima. Siamo come dei ragazzini che vedono arrivare i campioni". E di campioni, il circolo della Stampa, ne ha visti sfilare tanti. Non solo gli odierni Sinner, Djokovic, Medvedev, Tsitsipas o Nadal, ma anche nel passato. Il suo campo centrale, riconosciuto come patrimonio storico dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte, ha ospitato importanti tornei come la Coppa Davis o gli Internazionali d'Italia. Incontriamo Federico Gaio, tennista fra i primi 500 al mondo che quest'anno farà da collettore fra la Federazione Italiana Tennis e il circolo stesso: "Un ruolo un pochino diverso dal solito ma - racconta - molto stimolante. Dovrò assicurarmi che l'organizzazione sia più precisa possibile". Gaio, che ci parla proprio dentro al training center mentre è in corso l'allestimento dei campi da gioco, è stato negli anni passati anche sparring partner dei finalisti Atp: "Ho avuto delle grandi occasioni perché - spiega - ho potuto allenarmi e fare il warm up di atleti come Jannik Sinner, Auger-Aliassime, Casper Ruud". Mentre passeggiamo per il circolo scorgiamo persone di tutte le età con la racchetta in mano, maestri, addetti ai lavori e tante fotografie che hanno segnato la storia di questo posto. "La comunità del circolo è di circa 1.700 persone fra soci e allievi della scuola tennis ed è - conclude Garibaldi - legata dall'amore per il tennis in un paese, il nostro, nel quale la domanda di tennis fortunatamente sta crescendo"

Tennis, Binaghi: "Sinner a Sanremo? Le passerelle gli fanno perdere tempo. Etica impeccabile"

Video È soddisfatto, ma ha una enorme voglia di tornare a lavorare il presidente della Federazione italiana tennis, Angelo Binaghi. All'uscita dell'incontro con il Presidente Mattarella parla del momento particolare del tennis italiano. "L'esaltazione della nostra etica del lavoro non solo non è una cosa scontata, ma noi non ci eravamo assolutamente abituati. Dobbiamo fare un approfondimento per riuscire a capire come è possibile che dopo tutti questi nostri trascorsi, chiamiamoli un po' turbolenti o un po' vivaci, improvvisamente non abbiamo solo Jannik, ma una squadra impeccabile". E sulla mancata partecipazione di Sinner a Sanremo dopo l'invito da Amadeus, che lo stesso Binaghi aveva sconsigliato di accettare, precisa: "In queste passerelle ci va chi è arrivato. Sinner è appena partito e ha almeno 15 anni per poter andare a Sanremo. In questo momento dobbiamo tutti quanti cercare di proteggerlo e cercare di spingerlo il più possibile non a fare passerella, a perdere tempo. In questi due giorni dovevano essere fatte, a cominciare da quella del Presidente della Repubblica, ma adesso basta". Di Gianvito Rutigliano