Liveblogging Le vittime sono 217. Allerta rossa nella costa sud di Valencia, attese forti piogge. Revocate tutte le allerte maltempo in Almeria
a cura della redazione
La testimonianza di Antonio Tarazona, che martedì notte ha perso la sua famiglia a Paiporta, una delle località più colpite dall’alluvione
Voci (non confermate) di cyberattacchi, i due Paesi fermi per ore. Il premier Sánchez: «Non sappiamo perché»
Liveblogging Proprio l'offensiva nel Kursk, la scommessa di Zelensky per ottenere una merce di scambio, si sta rivelando un boomerang. Ordinata evacuazione di 10 centri abitati nella regione di Kharkiv per l’avanzata delle forze russe
a cura della redazione
Una palma e ai lati due colibrì svolazzanti: è il logo del nuovo marchio As Ever lanciato dalla consorte del principe William
Video La comunità scientifica spagnola da ieri è impegnata a discutere il documentario che vorrebbe gettare nuova luce sul mistero secolare della nazionalità di Cristoforo Colombo, cui finora sono stati attributi natali genovesi. Lo scopritore delle Americhe, si afferma, era spagnolo e in particolare sarebbe stato un ebreo sefardita originario di luoghi che potrebbero essere la costa di Valencia, della Catalogna o delle Baleari. Il documentario, 'Colon Adn. Su verdadero origen' (Colombo Dna. La sua vera origine) di cui state vedendo un estratto del trailer è stato trasmesso ieri sera in prime time dalla tv pubblica spagnola TVE, mostra i risultati dell'indagine di un team di ricercatori guidati dal medico forense José Antonio Llorente, dell'università di Granada, che hanno esaminato i piccoli frammenti ossei conservati nella cattedrale di Siviglia dei resti di Colombo, mettendoli a confronto con quelli di parenti e discendenti conosciuti, fra cui quelli appartenenti al presunto figlio Hernando e al fratello Diego. E confermando che si tratta proprio delle sue ossa. Una conclusione tuttavia contestata dagli specialisti che criticano la mancanza di prove scientifiche portata dal documento audiovisivo. Llorente, scrive El Pais citandone alcuni, non ha pubblicato nessuno studio accreditato a sostegno della sua tesi
Video Un inaspettato sviluppo ha radicalmente modificato la narrazione di uno scontro a fuoco avvenuto alcune settimane fa a Nuevo Laredo, nello Stato messicano di Tamaulipas, tra un gruppo di narcotrafficanti e una unità dell'esercito. L'incidente era stato precedentemente presentato come un attacco in cui i militari avevano ucciso gli aggressori. Tuttavia, un video proveniente da una telecamera di sicurezza, reso pubblico dai giornali Proceso ed El Pais, ha rivelato che i cinque presunti sicari del Cartello del Nord-Est, che non hanno opposto resistenza, sono stati fatti scendere dal veicolo incidentato contro un muro e successivamente giustiziati senza pietà vicino a una recinzione. Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha confermato che, secondo le ultime indagini, si tratta di una presunta esecuzione extragiudiziaria. Ha assicurato che i responsabili saranno puniti senza alcuna protezione e che tutti coloro che hanno preso parte all'operazione dovranno rispondere alla giustizia, poiché non si può tollerare alcuna violazione dei diritti umani.
Video Centinaia di persone hanno contestato in Spagna il re Felipe VI, il presidente del Governo, Pedro Sánchez, e la Generalitat valenciana, Carlos Mazón, durante la loro visita alla città di Paiporta, nella regione valenciana martoriata dalla inondazione. I cittadini che hanno contestato il re e le autorità hanno gettato contro di loro del fango, li hanno insultati, soprattutto Sánchez. Il Re ha cercato di calmare gli animi parlando con chi accusa le autorità per il ritardo negli aiuti. Lo riporta El Pais. La Guardia Civile, insieme agli agenti di polizia, hanno improvvisato un cordone di polizia per contenere la folla, che ha gridato più volte "Assassini, assassini!"
Le foto e i video della discussione campeggiano sui giornali internazionali. Il tedesco Die Zeit parla di umiliazione del presidente americano ai danni di quello ucraino, il francese Le Monde segue in diretta, viste le ripercussioni internazionali della vicenda
L’Università ha prestato ai colleghi americani gli studi dello scienziato sul sistema nervoso
m. grazia piccaluga