Video Tre israeliani sono rimasti uccisi nell'attacco missilistico iraniano su Beer Sheva, nel sud di Israele, poche ore dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte di Donald Trump. Lo riporta il sito di Haaretz, mentre le sirene risuonano in gran parte del centro del Paese. Secondo altri media altre 22 persone sono rimaste ferite. L'agenzia di stampa iraniana Fars, vicina al governo di Teheran, riferisce che "dopo l'ultimo attacco missilistico il cessate il fuoco con Israele è iniziato alle 7:30 del mattino ora di Teheran" (le 6 ora italiana).
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WASHINGTON. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato la ripresa delle deportazioni di migranti irregolari verso Paesi da cui non provengono, mentre i loro casi sono ancora in fase di discussione. In una sentenza non firmata, la Corte ha dato ragione all'amministrazione del presidente Don...
Liveblogging Diciassette i morti a Dnipro e 2 a Samar per i raid russi, oltre 200 i feriti
A CURA DELLA REDAZIONE
Video Donald Trump appare furioso con Iran e Israele mentre lascia la Casa Bianca per volare al summit della Nato a L'Aia. "Non sanno cosa c***o stanno facendo", ha dichiarato il tycoon ai giornalisti dopo che i due Paesi si sono accusati a vicenda di aver violato la tregua entrata in vigore questa mattina. Il presidente Usa ha comunicato l’accordo tra i due paesi per la fine di quella che “verrà chiamata la guerra dei 12 giorni” sui social.
Video Tre israeliani sono rimasti uccisi nell'attacco missilistico iraniano su Beer Sheva, nel sud di Israele, poche ore dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte di Donald Trump. Lo riporta il sito di Haaretz, mentre le sirene risuonano in gran parte del centro del Paese. Secondo altri media altre 22 persone sono rimaste ferite. L'agenzia di stampa iraniana Fars, vicina al governo di Teheran, riferisce che "dopo l'ultimo attacco missilistico il cessate il fuoco con Israele è iniziato alle 7:30 del mattino ora di Teheran" (le 6 ora italiana).
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Video "Gli impianti nucleari chiave iraniani sono stati completamente distrutti". Con queste parole il presidente Donald Trump, parlando alla nazione dalla Casa Bianca, ha confermato gli "attacchi massicci di precisione" a tre siti nucleari iraniani. "Il nostro obiettivo era annullare le capacita di arricchimento di Teheran e la sua minaccia nucleare", ha aggiunto, parlando di uno "spettacolare successo militare. Per l'Iran o ci sarà la pace o una tragedia molto più grande di quella che abbiamo visto negli ultimi otto giorni", ha aggiunto il capo della Casa Bianca. "Se no ci sarà presto la pace. Colpiremo altri bersagli".
Video Il capo della difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato, in una conferenza stampa al Pentagono domenica 22 giugno, che gli attacchi ordinati dal presidente Donald Trump durante la notte hanno "devastato" il programma nucleare iraniano. "Si è trattato - ha detto Hegseth - di un successo incredibile e travolgente. L'ordine che abbiamo ricevuto dal nostro comandante in capo era mirato, potente e chiaro. Ma vale la pena sottolineare che l'operazione non aveva come obiettivo le truppe iraniane o il popolo iraniano.
Guerra Isarele - Iran: le notizie di oggi
Video La mano davanti alla bocca, per evitare di mostrare il labiale: e un dialogo fitto fitto, sussurrato, con Giorgia Meloni. Le telecamere delle tv internazionali hanno captato il siparietto tra la premier e il presidente francese Macron prima dell'inizio dei lavori al G7 canadese: Meloni ascolta il numero uno dell'Eliseo e mostra il pollice alzato, a condividere evidentemente le sue parole. Arriva Donald Trump, i due leader continuano il loro scambio di opinioni, poi Meloni alza gli occhi al cielo, tra lo scocciato e l'imbarazzato. Nessuno sa cosa si siano detti
Video "Il G7 era il G8, ma Barack Obama e una persona di nome Trudeau non volevano la Russia. E' stato un errore perché penso che non ci sarebbe una guerra adesso se ci fosse la Russia". Così Donald Trump prima di lasciare il G7 in Canada. "È stato un errore perché si passa così tanto tempo a parlare della Russia e lui (Putin) non è più al tavolo delle trattative. Questo rende tutto più complicato, non ci sarebbe stata la guerra".
Ora la speranza per Netanyahu è che in Iran prevalga il partito della guerra, l’ala estrema delle Guardie rivoluzionarie