Assalto con esplosivo ai bancomat, 8 arrestati. Tra questi anche un uomo di Volpiano

Video I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, in collaborazione nelle fasi esecutive con i militari della 2^ Sezione del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino, hanno eseguito la misura coercitiva, disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Foggia, della custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 indagati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati dall’utilizzo di materiale esplosivo, violazione della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio. I colpi sono stati commessi su tutto il territorio nazionale, compreso il Canavese. 

Smantellata in Canavese un'associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti: 5 richieste di rinvio a giudizio

Video L'indagine della guardia di finanza ha preso avvio da una attività di verifica fiscale eseguita nei confronti di una società canavesana, attualmente in liquidazione, operante nel settore del commercio all’ingrosso e del recupero di rottami industriali e rifiuti non pericolosi. Le Fiamme Gialle sono riuscite a individuare, occultata in forma digitale all’interno dei sistemi informatici aziendali, una contabilità “parallela”, grazie alla quale è stato possibile ricostruire acquisti e cessioni di oltre 54.000 tonnellate di materiale ferroso effettuati “in nero” dall’azienda, per un controvalore di circa 10 milioni di euro (oltre la metà dei quali, peraltro, regolati per contanti, in violazione alla normativa sulla circolazione valutaria). Le indagini dei militari hanno, inoltre, consentito di appurare che le cessioni dei materiali ferrosi (tutti prodotti di scarto) erano state realizzate senza attenersi alle prescrizioni imposte dalle norme ambientali, nonché in assenza dei requisiti di conformità e tracciabilità previsti dalla legislazione nazionale ed europea. Sono complessivamente 51 gli amministratori di società (in particolare, 4 della società canavesana ispezionata e 47 di ulteriori soggetti economici), operanti soprattutto nel nord Italia. Per quanto riguarda, infine, i soggetti ritenuti promotori del sodalizio criminale (i 4
amministratori canavesani più 1 brianzolo), la Procura della Repubblica ne ha già richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari il rinvio a giudizio.

Perugia, avevano creato un mercato all'aperto della droga esposta e pesata. Nove misure cautelari

Video Droga esposta come al mercato e pesata sul posto, in una sorta di "piazza dello spaccio": accade a Perugia dove la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo umbro, nei confronti di nove tunisini di età compresa tra i 32 e i 54 anni, "gravemente indiziati", a vario titolo e in concorso con altri 12 indagati – dei reati di detenzione e spaccio di hascisc, eroina e cocaina. Il provvedimento cautelare ha disposto nei confronti di sei indagati la custodia in carcere. Per gli altri tre, invece, è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria