Video "Il docufilm sulla storia di Giulio Regeni non era abbastanza patriottico da meritare i finanziamenti da parte della Commissione del Ministero della Cultura? Se tra i criteri era previsto un contributo all'identita' italiana, si vede che la storia di Giulio Regeni non e' stata ritenuta abbastanza italiana", ha osservato con ironia Michele Serra, al termine di una serata all'Anteo Palazzo del Cinema, dove ha moderato un incontro con i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, l'avvocata Alessandra Ballerini e l'autore del docufilm Emanuele Cava. "Un tentativo di censura? Non direi", ha aggiunto lo scrittore. "Si tratta piuttosto di una scelta smaccatamente politica che, oltre questo documentario, ha escluso anche altre opere perche' giudicate di sinistra. Per esempio, neanche l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e' stata finanziata".
Video "Siamo certamente affaticati, ma vicini alla meta, pieni di energia e sicuramente anche il documentario ci ha dato una nuova energia e anche voi: e' una cosa che ripetiamo spesso, cioe' chi ha pensato che diluire il tempo avrebbe sfilacciato in qualche modo la scorta mediatica e affettiva che abbiamo intorno si e' sbagliato perche' ha funzionato per contagio e siete sempre piu' numerosi". Lo ha detto l'avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio Regeni, prima di entrare in tribunale a Roma dove riprende il processo ai quattro 007 egiziani accusati dell'omicidio del ricercatore avvenuto dieci anni fa. Il procedimento era stato fermato ad ottobre in attesa della decisione della Consulta. "I calcoli che hanno fatto evidentemente sono falliti e il tempo e' andato a nostro vantaggio. Adesso bisogna arrivare pero' alla fine. Il processo puo' riprendere", ha aggiunto.
La storica: «Il governo ha ignorato le opposizioni, una forzatura istituzionale»
Video A dieci anni dal rapimento e dall'uccisione di Giulio Regeni al Cairo, si è svolta una marcia silenziosa nel cuore di Londra. Quasi un centinaio di persone, tra italiani e inglesi, in corteo, munite di cartelli gialli con la scritta "Truth for Giulio Regeni", "Verità per Giulio Regeni", sono parti dall'Ambasciata d'Egitto per arrivare fino all'Ambasciata d'Italia. Qui, alle 18.41 di ieri sera, orario locale, è stato rispettato un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso. Quello è stato il momento in cui Giulio, 10 anni fa, aveva inviato l'ultimo messaggio alla sua famiglia prima di scomparire per sempre. Video di Alessandro Allocca
Il capo dello Stato scrive alla famiglia: «Il rapimento e l’assassinio rimangono una ferita aperta»
Dal filtro-cane di Snapchat ai cappuccini di Starbucks, dai successi di Leonardo DiCaprio e Bob Dylan agli eventi globali più drammatici: i feed si riempiono di ricordi dell’anno in cui tutto sembrava ancora possibile
CATERINA MALANETTO
Gesti scomposti e lessico pieno di limiti ma spazzando via secoli di diplomazia Trump ha costretto tutti alla tregua
MONICA MAGGIONI
Il cooperante di 46 anni è in cella dal 15 novembre ma il Venezuela ancora non gli ha formalizzato nessuna accusa. La disperazione della madre: “Portatelo a casa, parlatene come avete fatto con altri italiani”
LAURA BERLINGHIERI
L’artista romana con maschera bianca e parrucca rossa ha appena inaugurato una nuova opera a Riace: “Ho una sorpresa per i dieci anni di Sea Watch. L’arte è resistenza”
ANDREA CALOGERO
Appelli, petizioni e cortei. Ma il cooperante veneziano, accusato di cospirazione, resta detenuto nel carcere alla periferie di Caracas
LAURA BERLINGHIERI
Il cooperante italiano è detenuto da oltre 100 giorni in Venezuela con generiche accuse di terrorismo. La madre: «Un dolore enorme». Il sottosegretario Mantovano: «Stiamo facendo tutto il possibile»
LAURA BERLINGHIERI
Il procuratore di Roma: su Caputi agito correttamente
Video A nove anni dal sequestro, la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto al Cairo dopo essere finito nelle carceri dei servizi segreti egiziani, la famiglia lo ha ricordato nella sua Fiumicello, in provincia di Udine. Con loro tutta l'ampia comunità che in questi anni ha rilanciato l'importanza del rispetto dei diritti umani: amici, concittadini, ma anche Elly Schlein, Roberto Fico, Gianni Cuperlo, Lella Costa, Pif, Elena Cattaneo, Gherardo Colombo. In attesa della sentenza del processo, Matteo Macor ha incontrato per Metropolis Paola e Claudio Regeni, che dicono: "Un po' di verità l'abbiamo raggiunta, ora ci manca la giustizia".
Video A nove anni dall'assassinio del figlio, Paola e Claudio Regeni parlano a Repubblica dalla loro Fiumicello, dove ogni 25 gennaio si ricorda il sequestro, la tortura e la morte del ricercatore italiano in Egitto nel 2016. “Ci dicevano non si arriverà a nulla, e invece siamo qui, in quello che sarà un anno importantissimo: l’anno della verità e della speranza”, spiegano il loro stato d'animo. Insieme "la fatica per il processo, che ogni giorno di fa ritornare ai giorni in cui abbiamo preso la batosta", ma anche "la speranza e la vicinanza di tanti". La stessa che i genitori Regeni mandano alla famiglia di Alberto Trentini, il cooperante scomparso in Venezuela da due mesi: "Lo aspettiamo a casa, sano e salvo".
di Matteo Macor
Video Un lungo telo giallo, simbolo dell'energia in movimento, è stato srotolato durante un flash mob in un affollato piazzale dei Tigli a Fiumicello, dove la famiglia di Giulio Regeni si è riunita assieme alla cittadinanza per ricordare il giovane ricercatore a 9 anni dalla scomparsa dal Cairo. Il telo, che rappresenta l'onda gialla, ovvero la comunità viva e pulsante che negli anni ha sostenuto la famiglia Regeni nella battaglia per la verità, ha prima avvolto un gruppo di persone per poi arrivare fino ai familiari. I genitori, Paola e Claudio, la sorella Irene e l'avvocata Alessandra Ballerini indossavano tutti una t-shirt nera su cui è raffigurata un'onda gialla.
Il ragazzo è caduto in scooter mentre era inseguito dai carabinieri. I famigliari: «Dicono che aveva rubato ma non è vero, vogliamo la verità»
È mistero sul capo di imputazione. Cittadino italiano dal 2016, era al Cairo con la famiglia. Che accusa: “In cella trattato in modo disumano”
Un aiuto alla national security per incastrare il ricercatore friulano, torturato e ucciso nel gennaio 2016 al Cairo, l’ha data anche un avvocato egiziano con cui condivideva l’alloggio
Presenti in aula i genitori del ricercatore friulano sequestrato, torturato e ucciso nel gennaio 2016
A Duino si formano studenti dei Collegi del Mondo Unito candidati al Nobel. Anche palestinesi e israeliani vivono e dialogano nelle stesse aule
federico monga