L'aereo supera i 1200 km/h e a bordo trema tutto: panico tra i passaggeri

Video Lo scorso weekend, cinque voli commerciali tra il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America sono stati spinti a una velocità di circa 1.200 km/h. La causa sono stati i forti venti generati da alcune correnti atlantiche che hanno permesso ai voli interessati di giungere a destinazione con oltre 40 minuti di anticipo. L'effetto dell'alta velocità ha però fatto tremare le fusoliere degli aeromobili generando il panico a bordo. In molti, spaventati dalle turbolenze, si sono aggrappati al sedile anteriore come documentato da alcuni filmati postati sui social. Nel video la spiacevole esperienza dei passeggeri a bordo del volo 22 della Virgin Atlantic partito da Washington e diretto a Londra

Da Londra a New York: il decollo del primo aereo alimentato al 100 per cento con combustibili green

Video È decollato da Londra Heathrow alla volta di New York JFK il primo volo transatlantico alimentato da biocarburanti sostenibili (Saf, sustainable aviation fuels), dopo l'autorizzazione - senza precedenti al mondo - concessa il 6 novembre scorso dalle autorità britanniche. Il via libera è stato richiesto alla Caa (Civil aviation authority) da Virgin Atlantic, compagnia aerea fondata da Richard Branson, decisa a darsi un'immagine all'avanguardia su questo fronte. Il velivolo in questione è un Boeing 787, con entrambi i motori spinti da carburante a bassa emissione. Il viaggio ha carattere dimostrativo e a bordo non ci sono per ora passeggeri ordinari paganti, ma solo giornalisti e scienziati, oltre all'equipaggio.

Parte il primo volo "green" da Londra a New York: ecco il motore alimentato con grassi di scarto

Video Il primo volo transatlantico alimentato solo da combustibili alternativi, operato da Virgin Atlantic, partirà oggi da Heathrow e arriverà a New York. Finanziato dal governo, il volo è considerato una dimostrazione ecologica, ma la sfida rimane nella disponibilità e nelle tecnologie necessarie. I carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF), prodotti da fonti come colture e rifiuti, saranno utilizzati nel Boeing 787, con l'88% derivante da grassi di scarto. L'industria ritiene il SAF uno strumento efficace per ridurre le emissioni, sebbene rappresenti ancora una piccola percentuale del carburante consumato. Gli esperti sottolineano che non sono una soluzione completa, e l'uso crescente di SAF dovrebbe preparare il terreno per tecnologie a zero emissioni. Il governo britannico mira a richiedere il 10% di SAF nel carburante per l'aviazione entro il 2030. Le compagnie aeree chiedono accesso a quantità sufficienti a prezzi accessibili, sottolineando la necessità di evitare aumenti dei costi per i passeggeri. Gli ambientalisti insistono sul volare meno, ma ministri e industria britannici puntano a raggiungere "zero emissioni" entro il 2050 con un aumento dei passeggeri.