La svolta autoritaria del 3 gennaio 1925 subito perquisizioni e arresti a Pavia
Cent’anni fa, con il discorso alla Camera, Mussolini archiviava il caso Matteotti avviando la costruzione della dittatura
Roberto LodigianiCent’anni fa, con il discorso alla Camera, Mussolini archiviava il caso Matteotti avviando la costruzione della dittatura
Roberto LodigianiLe accuse sono di devastazione aggravata in concorso e istigazione a delinquere
edoardo izzoSono condanne pesanti quelle sollecitate dalla pubblica accusa, soprattutto nei confronti dei tre che, a parere del pubblico ministero, hanno organizzato l'attacco al sindacato
edoardo izzoAngelica Milia, che ha visitato in carcere l'anarchico detenuto in regime di 41 bis: «È caduto e ha perso molto sangue»
Imputato al processo per l'assalto alla Cgil, Castellino ha protestato per non poter entrare alla Camera a presentare ‘Italia Libera’
Video Bandiere della Federazione Russa e una maglietta di Che Guevara accompagnata dal motto fascista "Boia chi molla". È l'atmosfera in cui una decina di militanti di Italia Libera, la nuova formazione dell'ex Forza Nuova Giuliano Castellino e dell'avvocato Carlo Taormina, si sono ritrovati in Piazza Cavour a Roma per protestare contro l'invio di armi all'Ucraina e per chiedere di riaprire i contatti diplomatici con la Federazione Russa. Pochi i manifestanti presenti, ma la bandiera russa esposta dagli stessi ha attirato l'attenzione di una giovane ucraina di passaggio che è andata ad affrontarli a muso duro. "Questa è la bandiera di uno stato terrorista. Dovete rimuoverla. Vederla ci fa soffrire", ha detto loro la ragazza prima di essere scortata via dalle forze dell'ordine.
Di Francesco Giovannetti
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