PARMA. Lex direttore finanziario di Parmalat, Fausto Tonna, ieri non è voluto andare a fare il solito lavoro di sistemazione dei bilanci avviato da tempo con lex contabile Gianfranco Bocchi. Il mistero su questa sua improvvisa decisione - in azienda lo aspettavano sia i revisori della
MILANO. «La competenza per il reato di aggiotaggio è nostra». Dalla procura di Milano parte una relazione di 5 pagine per dire che le due inchieste, di Parma e Milano, devono e possono continuare ad essere separate. Nel capoluogo lombardo si lavora senza tregua per arrivare, anche prima
Gigi Furini
MILANO. Avvisi di garanzia al vertici di Finmatica, la società di software con sede legale a Brescia e sedi operative in tutto il mondo (in Italia la principale è a Salerno). Le accuse, ipotizzate dal Pm di Brescia Silvia Bonardi, sono gravi: aggiotaggio (aver alterato il corso dei titol
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MILANO. Botta e risposta fra Parma e New York nella caccia al tesoro di Calisto Tanzi. Enrico Bondi, commissario straordinario dellazienda di Collecchio, scrive alla Bank of America per avere informazioni sullormai famoso conto numero 8660001841. La risposta arriva in poche ore: «Il co
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MILANO. Dopo quattro giorni di passione Finmatica recupera in Borsa con un rimbalzo del 10,31% a 7,005 euro: 3,29 milioni di azioni passate di mano, il 7,1% del capitale. La società quotata al Nuovo Mercato, ha voluto dare un nuovo segnale di trasparenza finendo però col sollevare nuovi
MILANO. Sale al 20% la perdita messa a segno in Borsa da Finmatica in soli tre giorni, dopo lemissione di un bond convertibile da 55 milioni di euro digerita a fatica dal mercato, viste le analogie con la situazione di Parmalat alla vigilia del crac. Stessa società di revisione, la Gra
PARMA. Accertamenti «su tutte le banche che hanno avuto a che fare con Parmalat». E il prossimo fronte dellinchiesta della procura di Parma. Lo hanno detto ieri gli inquirenti, uscendo dallinterrogatorio di Fausto Tonna, durato dodici ore. Smentito ufficialmente che si sia parlato anc
MILANO. Berlusconi interviene sul 'sistema dei controlli mentre la magistratura di Parma sta cercando a Malta una parte del tesoro che sarebbe stata nascosto dai Tanzi. Il capo del governo torna sul discorso delle riforme strutturali che «con la revisione del sistema dei controlli
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MILANO. E partita la caccia al tesoro dei Tanzi. I magistrati di Parma e di Milano stanno setacciando i conti correnti di mezzo mondo per scoprire se lex patron di Parmalat ha nascosto parte dei soldi spariti dalla società. Le rogatorie sono già avviate, specie con i Paesi del Sud-Amer
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MILANO. Il tesoro di Calisto Tanzi forse è nascosto in Ecuador. Lo sospettano gli investigatori milanesi che stanno concentrando le loro attenzioni sul Paese del Centro-America e che hanno stimato in 800 milioni di euro (oltre 1.500 miliardi di lire) i fondi che avrebbe distratto dai con
MILANO. Natale di lavoro per il commissario straordinario del gruppo Parmalat Enrico Bondi, nominato il giorno della Vigilia con lentrata in vigore del Decreto Marzano. Il decreto ha reso ancora più snelle le procedure per il salvataggio delle grandi aziende in crisi già previsto dalla
MILANO. Computer distrutti a martellate. Documentazione finanziaria eliminata sino a domenica scorsa, quando i magistrati stavano già indagando da giorni. Il quadro delineato ieri da Fausto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo Parmalat al pm milanese Francesco Greco, è sempre più
MILANO. A quanto emerso dagli interrogatori, ancora in corso ieri sera, i vertici di Parmalat sono arrivati a usare lo scanner per riprodurre sui documenti il logo di Bank of America, mentre qualcuno a Collecchio, una decina di giorni fa, avrebbe distrutto tutti i documenti contraffatti
MILANO. Unaltra giornata convulsa per la Parmalat e questa volta a muoversi è il fronte giudiziario con le indagini della Procura milanese entrate subito nel vivo. Una giornata campale anche per il pm Francesco Greco che ha disposto e seguito personalmente la perquisizione negli uffici
MILANO. Il futuro della Parmalat è nelle mani del tribunale di Parma. Ieri i nuovi vertici della società avrebbero chiesto che la società sia posta in amministrazione controllata. In questo modo ci sarebbero i commissari nominati dal tribunale ad affiancare Enrico Bondi nel difficilissim
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