Elezioni in Romania, Tajani: "No antieuropeismo; non commento Salvini". Salvini: "W la democrazia"

Video I due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno commentato in maniera diversa l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali in Romania, vinto dal candidato di estrema destra George Simion, che al ballottaggio sfiderà il sindaco di Bucarest Nicusor Dan (centrodestra). Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia Tajani ha detto di augurarsi che al secondo turno non vi sia "Troppo antieuropeismo - la Romania ha avuto tanto dall'Ue" e non ha voluto commentare la reazione di Salvini. Il ministro dei Trasporti e segretario della Lega ha prima postato sui social e poi espresso a voce la propria soddisfazione per il voto rumeno. "Ho mandato personalmente un WhatsApp di complimenti a Simion, spero diventi presidente della Repubblica e che nessuno torni a intervenire su un processo democratico in un paese membro dell'Ue", ha detto Salvini. La Corte Costituzionale rumena aveva annullato il primo turno svoltosi nel 2024 - vinto dal candidato indipendente C?lin Georgescu - per presunte interferenze straniere (in particolare della Russia) sul voto. In Romania trionfa l’estrema destra: Simion oltre il 40%, andrà al ballottaggio con il sindaco di Bucarest Dan

Metropolis. Trum-piani di pace. Con Ascani, Ghisleri, Lingiardi, Schianchi, Sorgi. Poi De Gregorio

Video Otto mesi al sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro con l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio per il caso dell'anarchico Alfredo Cospito. Lui dice subito che non vuole dimettersi e Nordio lo difende e così Meloni. Ma le opposizioni insorgono. Come finirà? Diplomazie parallele sui piani di pace per l'Ucraina. Da una parte Usa e Russia avviano un dialogo a Riad e Trump con Putin e attaccano a testa bassa Zelensky, "comico non eletto". Dall'altra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sottolinea che Zelensky è stato scelto "legittimamente in elezioni libere e democratiche" e annuncia un viaggio in Ucraina per il 24 febbraio, a tre anni dall'inizio del conflitto. Il Cremlino non vuole truppe Nato ai suoi confini. Arriveranno comunque? Per certo intanto gli Stati Uniti non appoggiano la risoluzione dell'Onu che condanna l'aggressione russa e ribadisce l'impegno per la sovranità dell'Ucraina sostenuta da più di 50 paesi. Il nostro ministro degli Esteri di Forza Italia Tajani ribadisce: "L'Europa sia protagonista nei piani di pace". Tutta diversa la linea del vicepremier Salvini: "Chi attacca Trump non fa un buon servizio alla pace”. Con chi sta l'Italia? Nuovo macabro show di Hamas che a Kahn Younis ostenta 4 bare con i corpi di ostaggi uccisi, fra loro anche i fratellini Bibas. In violazione degli accordi presi con i familiari delle vittime. Ci saranno conseguenze?   Ne parliamo con: Anna Ascani, vicepresidente della Camera ed esponente del Pd; Francesco Giubilei, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale; Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research; Vittorio Lingiardi, psichiatra e scrittore, in libreria con Corpo, umano (Einaudi). Da Gerusalemme: Francesca Caferri. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Francesca Schianchi e Marcello Sorgi. Poi Marco Madoni presenta in anteprima il nuovo numero de Il Venerdì di Repubblica.   Nella seconda parte della puntata, come ogni giovedì, Metropolis Extra - Qualcosa di personale. Giulia Santerini incontra Concita De Gregorio, in libreria il suo ultimo libro, In mezzo a un milione di rane e farfalle, illustrato da Beatrice Alemagna (Feltrinelli). Si parla di un quaderno delle assenze: persone perdute, oggetti e luoghi smarriti, dialoghi dei desideri, corpo e sogni, malattia e peluche blu. De Gregorio è anche in tournée con "Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale", insieme a Erica Mou.   Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura  GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Metropolis/523 - Putin e a capo. Perché Salvini è un problema sempre più grave per Meloni? Con Baruffi, Bonini, Canfora, Castelletti, Cattaneo, Cuzzocrea, Di Feo e Mastella (integrale)

Video Putin trionfante parla di un possibile scambio Navalny-prigionieri, ma il dissidente "purtroppo è morto". E il governo in Italia è spaccato sul plebiscito per lo Zar, rieletto com l'87% dei consensi. Per Salvini "quando un popolo vota ha sempre ragione". Non così per il Ministro degli Esteri di Forza Italia Tajani, per il quale si parla di elezioni "con pressioni" svolte "in condizioni diverse dalle nostre", con tanto di "omicidio di Navalny". Quanto Salvini complica la strada a Meloni?
 
Il giorno dopo la visita della premier in Egitto, a Roma una nuova udienza del processo Regeni, ma lei lascia tutta la pratica "in mano ai magistrati". Negli accordi con Al Sisi su 7,4 miliardi di impegno Ue, solo 200 sono destinati ai migranti. E' un buon accordo e si possono fare accordi con questo Egitto? L'Ue intanto stanzia nuove armi per l'Ucraina e il commissario Michel spiega: "Se vogliamo la pace, prepariamoci alla guerra". Siamo preparati? Nuova puntata del pasticcio Basilicata: dopo il ritiro di Lacerenza il pd lancia Marrese. Riuscirà a unire il centrosinistra? Già i centristi si smarcano.
 
Oggi siamo con lo storico Luciano Canfora, autore de "Il fascimo non è mai morto" (edizioni Dedalo); Rosalba Castelletti, da Mosca, con un videoracconto; Alessandro Cattaneo, Forza Italia e Davide Baruffi, responsabile enti locali del Pd e Clemente Mastella, sindaco di Benevento. Con una videospiega di Giulio Ucciero sul patto anti-migranti Meloni-Al Sisi. In studio con Gerardo Greco: Annalisa Cuzzocrea, Gianluca Di Feo e Carlo Bonini.
 
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