NEW DELHI L’incubo indiano di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni è finito. Con meno di 20 parole recitate in fretta e con voce sommessa dalla giudice della Corte Suprema indiana, Banumathi, la prospettiva di una detenzione a vita in un carcere di Varanasi si è trasformata in libertà. C
NEW DELHI L’incubo indiano di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni è finito. Con meno di 20 parole recitate in fretta e con voce sommessa dalla giudice della Corte Suprema indiana, Banumathi, la prospettiva di una detenzione a vita in un carcere di Varanasi si è trasformata in libertà. C
NEW DELHI L’incubo indiano di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni è finito. Con meno di 20 parole recitate in fretta e con voce sommessa dalla giudice della Corte Suprema indiana, Banumathi, la prospettiva di una detenzione a vita in un carcere di Varanasi si è trasformata in libertà. C
La giudice Thokozile Masipa, che ha nelle sue mani il destino di Oscar Pistorius, è nata 66 anni fa povera nella più popolosa township nera del Sudafrica, quella di Soweto, a Johannesburg, e nel nuovo Sudafrica post-apartheid è stata la seconda donna nera a diventare giudice. Nata come Mat
La giudice Thokozile Masipa, che ha nelle sue mani il destino di Oscar Pistorius, è nata 66 anni fa povera nella più popolosa township nera del Sudafrica, quella di Soweto, a Johannesburg, e nel nuovo Sudafrica post-apartheid è stata la seconda donna nera a diventare giudice. Nata come Mat
La giudice Thokozile Masipa, che ha nelle sue mani il destino di Oscar Pistorius, è nata 66 anni fa povera nella più popolosa township nera del Sudafrica, quella di Soweto, a Johannesburg, e nel nuovo Sudafrica post-apartheid è stata la seconda donna nera a diventare giudice. Nata come Mat