Il giorno dopo la morte di Prigozhin un aereo di Wagner è decollato dall’aeroporto di Ulyanovsk e sorvolava l’area, come in attesa di ordini su dove volare e cosa fare. Alla fine, 50 minuti dopo, è riatterrato nello stesso aeroporto. Ecco chi sono, e perché sono così temuti i comandanti storici wagneriani sopravvissuti
jacopo iacoboni
Utkin, il “comandante Wagner”, annuncia al gruppo in Bielorussia, già composto di 2500 soldati: «Questa non è la fine, è solo l’inizio». Nelle chat chiuse un altro comandante storico, “Ratibor”, esalta i generali purgati, Popov e Seliverstov
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Il presidente russo racconta di aver proposto ai combattenti di continuare sotto il loro ultimo capo Andrey Troshev, veterano dell’Afghanistan e della Cecenia. «Loro annuivano – dice Putin – ma Prigozhin ha detto “i ragazzi non sarebbero stati d’accordo”»
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Il documento reca la data del 1° maggio 2014 e è una specie di contratto che impegna i due a seguire un insieme di regole concordate «a causa della difficile situazione in Ucraina e della necessità di proteggere il Donbass (il cuore della Russia)»
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“Libé” rivela che il capo di Wagner sarebbe stato ascoltato anche dal direttore della Guardia nazionale Zolotov e dal capo dei servizi segreti esteri Naryshkin. Per Lukashenko, Putin potrebbe essersi ammorbidito. E uno dei comandati storici wagneriani, “Lotus”, confida: restiamo la forza di riserva della Russia
jacopo iacoboni
Da Andrey Troshev, nome in battaglia “Sedoy”, a Dmitry Podolsky, nome in battaglia “Salem”. Entrambi “Eroi della Russia” che Putin evidentemente non può liquidare
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